Guide · Norme
Arredi per RSA e case di riposo: che classe di reazione al fuoco serve?
Sopra i venticinque posti letto la regola antincendio entra in gioco e cambia che cosa si può comprare. Le classi pezzo per pezzo, le tre regole tecniche alternative e i quattro documenti da farsi consegnare dal fornitore.
In breve. Sopra i venticinque posti letto una casa di riposo entra fra le attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco, e da quel momento gli arredi non sono più una scelta di capitolato: imbottiti e materassi devono essere in classe 1 IM, le sedie non imbottite in classe non superiore a 2, i tendaggi in classe non superiore a 1. Sotto quella soglia la regola non si applica in quella forma, che non vuol dire che non ci sia nulla da rispettare.
La norma si applica alla mia struttura?
Dipende da un numero, e il numero è venticinque.
L'elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi colloca all'attività 68 le «strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero e/o residenziale a ciclo continuativo e/o diurno, case di riposo per anziani con oltre 25 posti letto», più gli ambulatori specialistici oltre i cinquecento metri quadrati.
Quel numero divide due mondi. Sopra i venticinque posti letto la struttura viene classificata secondo la dimensione — fino a 50 posti letto categoria A, fino a 100 categoria B, oltre 100 categoria C — e i suoi arredi ricadono in una regola tecnica precisa. A venticinque o meno non rientra in quell'attività, e con essa non arriva l'obbligo documentale di cui parliamo qui sotto: che riguarda quella attività soggetta a controllo, non gli altri obblighi che una struttura per persone fragili ha comunque, dal regolamento regionale di accreditamento alla sicurezza sul lavoro.
Quale classe serve, pezzo per pezzo?
Il testo che la fissa è il decreto ministeriale del 18 settembre 2002, poi aggiornato, nella parte sulla reazione al fuoco dei materiali. Le richieste sono distinte per tipo di pezzo, e non sono la stessa classe applicata a tutto.
- Mobili imbottiti e materassi: classe 1 IM — la classificazione di reazione al fuoco degli imbottiti secondo la UNI 9175.
- Sedie non imbottite: classe non superiore a 2.
- Tendaggi, e in generale i materiali che possono prendere fuoco su entrambe le facce: classe non superiore a 1.
- Atri, corridoi, scale, rampe e passaggi: materiali di classe 1 per non più del cinquanta per cento della superficie totale, il resto in classe 0.
Due cose salgono subito agli occhi. La prima è che la sigla 1 IM non copre tutto: appartiene ai manufatti imbottiti, mentre una sedia senza imbottitura ha una richiesta sua e una classe sua. Un capitolato che scrive «tutto in classe 1 IM» non sta chiedendo di più: sta chiedendo, per una parte dei pezzi, una cosa che non esiste — e in collaudo si ritrova senza il documento giusto. La seconda è che la classe del corridoio non è una proprietà dei mobili ma un bilancio di superfici: si calcola sul progetto, non si ordina al fornitore.
Perché un tessuto omologato non fa un divano omologato?
Perché la 1 IM classifica l'imbottito come manufatto: conta l'insieme — rivestimento, imbottitura, struttura — non il solo tessuto. È l'equivoco che costa più caro, e vale in una residenza per anziani come in un albergo; il tema è sviluppato per intero negli arredi in Classe 1 IM per hotel.
Tre norme alternative, non tre norme da sommare
Su una struttura sanitaria convivono tre strade, alternative fra loro: il decreto del 18 settembre 2002; quello del 19 marzo 2015; e la regola tecnica verticale V.11, introdotta dal decreto del 29 marzo 2021 dentro il codice di prevenzione incendi. I numeri non si copiano da una all'altra, quindi prima di scrivere le classi in capitolato bisogna sapere quale strada il progetto ha imboccato: è una domanda per il professionista antincendio, e va fatta prima dei preventivi.
Il fuoco non è l'unica cosa che la norma guarda
Un arredo che non brucia ma cede in diciotto mesi non ha risolto niente, e qui le norme sono altre: quelle europee su resistenza, durabilità e sicurezza degli arredi non domestici. La loro struttura è meno intuitiva di quanto sembri. Per i tavoli non domestici i livelli d'uso sono tre: leggero, con le camere d'albergo fra gli esempi; generale, per alberghi, bar, ristoranti, mense e uffici; severo, dove il tavolo subisce carichi altissimi, previsti o impropri, con esempi come le aree ospedaliere pubbliche, le discoteche, i commissariati e le carceri. Per le sedute non domestiche, invece, i livelli sono due: uso generale e uso estremo. Il passaggio da tre a due è recente, e un capitolato scritto qualche anno fa può contenere ancora la vecchia articolazione a tre.
Qui sta il punto in cui si sbaglia più spesso: fra gli esempi del livello severo compaiono le aree ospedaliere, non le case di riposo. La casa di riposo sta in mezzo — una sala da pranzo percorsa da carrozzine e deambulatori lavora molto più di una camera d'albergo e molto meno di uno spogliatoio sportivo. Proprio perché la norma non sceglie al posto di chi progetta, il livello d'uso va scritto nel capitolato. Se non c'è scritto, il fornitore consegnerà il livello più basso consentito, e avrà formalmente ragione.
Che documenti chiedere al fornitore?
Quattro, e conviene chiederli prima dell'ordine, non alla consegna.
- L'omologazione del manufatto imbottito, intestata al pezzo che si sta comprando e non al tessuto. Su arredi su misura la strada normale è l'articolo 10 del decreto ministeriale del 26 giugno 1984, che certifica il singolo manufatto per la singola commessa: una certificazione ottenuta per un altro cantiere non copre il proprio, anche se il pezzo sembra identico.
- Per gli arredi non imbottiti, il rapporto di prova con la classe dichiarata.
- Il rapporto di prova su resistenza e durabilità, con il livello d'uso indicato esplicitamente.
- La dichiarazione che il pezzo consegnato corrisponde a quello provato, cioè che fra il campione e la produzione nessun materiale è stato sostituito.
Il quarto salta più spesso ed è quello che conta di più: un rivestimento cambiato a progetto avviato può rendere inservibile la prova dell'assieme, e il momento di scoprirlo non è il collaudo.
Come lavoriamo noi
Lavoriamo internamente il legno, il marmo, il ferro e l'imbottito, nei nostri reparti in Brianza. Su una commessa con vincoli di classe questo cambia una cosa concreta: l'imbottito che deve risultare in classe 1 IM lo componiamo noi, quindi quando il progetto chiede una variante sappiamo subito se tocca la prova.
Poiché i pezzi sono sempre personalizzati lavoriamo di norma per articolo 10, commessa per commessa, e teniamo elenchi interni di abbinamenti già certificati che accorciano la strada quando il progetto lo consente.
Le case di riposo sono fra gli ambienti per cui produciamo, e lì abbiamo una regola nostra: nessun pezzo esce senza il suo certificato — 1 IM sugli imbottiti, la classe che gli compete su tutto il resto. Non è un adempimento formale. Un arredo che cambia stanza, che viene rifoderato o che viene usato diversamente da come il capitolato lo aveva previsto smette di corrispondere al documento che lo accompagna, e in una struttura che ospita persone fragili quel margine non vale il risparmio.
Nelle commesse con una data di apertura il valore più importante è il tempo: un arredo a norma, certificato e consegnato quando serve è la differenza fra aprire e rimandare, e da quel giorno la struttura comincia a lavorare. Per il calendario di una fornitura contato a ritroso dall'apertura rimandiamo a quando ordinare gli arredi per aprire in tempo; per la scelta dei rivestimenti degli imbottiti, a quale pelle scegliere.
I pezzi sono nelle collezioni; le commesse sono nella pagina Contract. Su una richiesta con le misure e il capitolato, anche parziale, la quotazione arriva entro quarantotto ore.
Domande frequenti
Una casa di riposo con venti posti letto deve comprare arredi in classe 1 IM?
Non per effetto di quell'attività soggetta a controllo, che parte oltre i venticinque posti letto. Restano le regole regionali di accreditamento e la valutazione del rischio, che possono chiederlo comunque: è una verifica da fare, non da presumere. Noi in ogni caso consegniamo i pezzi certificati, anche sotto quella soglia.
Posso usare in una RSA gli stessi arredi specificati per un albergo?
Sulle classi di reazione al fuoco no: la regola tecnica è un'altra e i numeri non si trasferiscono. Sulla durabilità, il livello d'uso richiesto è spesso più alto di quello di una camera d'albergo.
Un certificato di classe 1 IM vale per più commesse?
Non quando è ottenuto per articolo 10: in quel caso vale per la commessa per cui è stato richiesto. È il motivo per cui va chiesto per il proprio cantiere, non accettato in copia da un altro.
Parlane con noi La divisione contract
La soglia dei venticinque posti letto, le categorie e le classi di reazione al fuoco citate riprendono l'elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e il testo coordinato del decreto ministeriale del 18 settembre 2002; i livelli d'uso richiamati sono quelli delle norme europee sugli arredi non domestici, che per le sedute sono due e per i tavoli tre. Tutto è riportato a titolo informativo: quale delle regole tecniche alternative si applichi alla singola struttura, e quali requisiti valgano per il singolo cantiere, restano di competenza del progetto antincendio e del professionista incaricato.

