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Che certificazione devono avere gli imbottiti di una barca?

Il certificato che conta non riguarda il tessuto ma l'abbinamento fra rivestimento e imbottitura, e quale regola si applichi dipende dall'imbarcazione e dal suo uso, non dal mobile.

In breve. Il certificato che conta non è del tessuto. La prova prescritta dall'IMO misura l'infiammabilità dell'abbinamento fra rivestimento e imbottitura, e l'approvazione viene rilasciata a quella combinazione, non ai suoi componenti presi singolarmente. Quale regola si applichi dipende poi dall'imbarcazione e dal suo uso, non dal mobile. E i trattamenti ignifughi spruzzati hanno una scadenza scritta.

Perché «tessuto certificato IMO» non è una risposta completa

È la frase che si incontra per prima, ed è vera a metà. La prova che sta dietro a quella sigla — la Parte 8 del Codice FTP, che rimanda a una risoluzione IMO del 1989 tuttora in vigore — non prova un tessuto. Prova un provino fatto di rivestimento, imbottitura e ogni altro componente destinato all'assieme finale, montato su un telaio incernierato che riproduce il giunto fra seduta e schienale, cioè il punto dove una seduta prende fuoco davvero.

Il testo della prova è esplicito fino a essere scomodo per chi vende tessuti: quel metodo misura l'infiammabilità di una combinazione di materiali usati nelle sedute imbottite, e non di un particolare pezzo finito.

E l'amministrazione che rilascia le approvazioni lo traduce in regola: l'approvazione va concessa alla combinazione dei componenti — rivestimenti e imbottiture — e non ai componenti in sé. Il certificato, insomma, appartiene a un abbinamento.

Che cosa succede se cambio l'imbottitura?

Che il certificato non vale più. È la conseguenza pratica del punto precedente, ed è il modo più comune di perdere una conformità che si credeva di avere.

Il rivestimento certificato sulla schiuma A non è certificato sulla schiuma B. La regola scritta è che una nuova prova è necessaria quando cambia il prodotto di base o il procedimento di trattamento; cambia solo il colore, la prova non si rifà. In mezzo sta tutto ciò che in cantiere si chiama «una piccola modifica»: una densità diversa perché quella prevista non arriva, uno strato di ovatta aggiunto per correggere la forma, un'imbottitura sostituita a metà commessa per rientrare nel costo.

Da qui viene la sola cosa da fare per non trovarsi scoperti: il certificato va chiesto con l'ordine e riletto quando qualcosa cambia, perché descrive due materiali insieme e non uno.

Serve il timoncino, o basta un rapporto di prova?

Dipende dalla nave, e non è una sfumatura burocratica: è la domanda da cui dipendono tutte le altre.

Sulle navi soggette alle convenzioni internazionali, l'equipaggiamento marittimo immesso sul mercato europeo porta un marchio di conformità a forma di timone. Gli arredi imbottiti sono una voce di quell'elenco, insieme ai materiali di superficie e alle pavimentazioni, ai tendaggi e ai tessili sospesi, e ai componenti del letto. Il marchio non è un'etichetta commerciale: presuppone una prova fatta da un organismo notificato e un controllo sulla produzione.

Sulle imbarcazioni da diporto in uso privato, in molti ordinamenti nazionali quegli obblighi semplicemente non si applicano, ed è la ragione per cui in rete si legge che «sulle barche non serve». La frase diventa falsa nel momento in cui la stessa barca viene certificata per il noleggio o per l'uso commerciale: cambia il regime, e con esso cambiano i documenti richiesti a bordo, senza che il divano sia cambiato di un centimetro.

La domanda giusta, quindi, non è «questo divano è a norma»: è «per quale imbarcazione, in quale regime e sotto quale bandiera».

E i trattamenti ignifughi spruzzati?

Sono una strada legittima, riconosciuta come equivalente all'uso di materiali intrinsecamente ignifughi, ed è giusto sapere che esistono. È altrettanto giusto sapere a che condizioni.

Il trattamento si prova con la stessa Parte 8 del Codice FTP, con in più una simulazione del lavaggio a secco. Chi lo applica rilascia una dichiarazione di conformità riferita ai materiali di quella specifica imbarcazione, in almeno quattro copie firmate: una al committente, una da tenere a bordo, una all'amministrazione di bandiera, una a chi ha applicato il trattamento. E l'applicazione è riservata al fornitore approvato o a suoi agenti formati.

Il punto che quasi nessuno scrive è l'ultimo. La data del ritrattamento non deve superare i ventiquattro mesi, dodici sono raccomandati, e di più se i materiali vengono puliti a bordo con frequenza. Vuol dire che la conformità ottenuta per trattamento ha una scadenza e un costo ricorrente, mentre quella ottenuta con una combinazione intrinsecamente ignifuga non ce l'ha. Sono due economie diverse, e conviene fare il conto prima di scegliere, non alla prima visita di rinnovo.

Che cosa chiedere al fornitore, e quando

Cinque domande, tutte prima dell'ordine.

  • Il certificato riguarda l'abbinamento che monterete sul mio pezzo? Deve nominare il rivestimento e l'imbottitura insieme. Un certificato che nomina un solo materiale non riguarda la mia seduta.
  • Il certificato è di prova o è un'approvazione con marchio? La prima è un rapporto di laboratorio, la seconda comporta anche un controllo sulla produzione. Quale delle due serva dipende dall'imbarcazione.
  • La conformità è intrinseca o ottenuta con un trattamento applicato? Se è la seconda: chi lo riapplica, ogni quanto e a carico di chi.
  • Chi risponde se in cantiere cambia una schiuma? Deve essere scritto che una variante di materiale comporta il riesame del certificato.
  • I documenti arrivano insieme ai pezzi? Un arredo conforme che arriva senza le sue carte, in quel momento, non è conforme.

Perché il tempo, anche qui, è il valore principale

In una commessa alberghiera lo diciamo sempre: il valore che conta non è lo sconto, è la data. Prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi vogliono dire apertura puntuale, e un committente che comincia a fatturare.

Su un'imbarcazione vale allo stesso modo, e con meno margine. Una consegna manca il varo, e la barca non parte; un certificato manca alla visita, e non conta che il divano sia impeccabile. La conformità è un fatto documentale oltre che materiale, e i due tempi — produrre e certificare — vanno pianificati insieme, non uno dopo l'altro. Sul modo in cui si conta a ritroso una fornitura completa abbiamo scritto per esteso in quando ordinare gli arredi per aprire in tempo.

Come lavoriamo noi

Brianform nasce nel 1982 in Brianza e lavora in casa legno, marmo, ferro e imbottito, con showroom a Cantù. È una struttura pensata per i progetti su misura, dove il disegno cambia fino all'ultimo e ogni cambiamento tocca più lavorazioni insieme. Le nostre sedute sono nelle collezioni divani e poltrone; per alberghi, residenze e nautica la pagina Contract spiega come seguiamo le commesse.

Sull'imbottito questo significa una cosa precisa in materia di certificazioni: il rivestimento e l'imbottitura sono scelti insieme, e una variante su uno dei due è una decisione che riguarda anche l'altro. È il motivo per cui le richieste di variante vanno fatte passare da chi tiene i documenti, e non risolte in reparto.

Domande frequenti

Un tessuto «IMO» comprato a metri è sufficiente?

No, non da solo. Il certificato riguarda l'abbinamento fra rivestimento e imbottitura provato insieme: sul tessuto da solo esiste al massimo un rapporto che dice come si è comportato con una certa imbottitura, e quella è la combinazione coperta.

La certificazione per gli alberghi vale anche a bordo?

No. Sono regimi diversi, con prove diverse. Un imbottito omologato per l'uso a terra va riprovato secondo il metodo marittimo: le due carte non si sostituiscono. Sulla parte alberghiera abbiamo scritto in Arredi in Classe 1 IM per hotel.

La pelle è ignifuga di suo?

Non nel senso della norma. La pelle si comporta bene al fuoco rispetto a molti tessuti, ma anche qui ciò che si certifica è l'abbinamento con l'imbottitura sottostante, e serve la prova. Sulle differenze fra i tipi di pelle abbiamo scritto in Divano in pelle su misura: quale pelle scegliere.

Se rifaccio i cuscini di una barca che ho già, cambia qualcosa?

Dipende dal regime dell'imbarcazione. Su un'unità da diporto in uso privato spesso non è richiesto nulla; sulla stessa unità certificata per il noleggio i documenti servono, e vanno richiesti a chi rifà i cuscini prima che li rifaccia, non dopo.

Parlane con noi La divisione contract

I riferimenti citati — la Parte 8 del Codice FTP 2010 e la risoluzione IMO A.652(16) sulla prova degli arredi imbottiti, la direttiva 2014/90/UE sull'equipaggiamento marittimo con le voci MED/3.18, 3.19, 3.20 e 3.21, e le indicazioni sull'approvazione e sulla durata dei trattamenti ignifughi applicati — sono riportati a titolo informativo. I requisiti applicabili alla singola imbarcazione dipendono dal suo regime, dalla bandiera e dall'ente di classifica, e restano di competenza del progettista, del cantiere e dell'amministrazione di bandiera.