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Montare gli arredi a cantiere aperto: chi coordina e chi risponde

In una commessa alberghiera gli arredi arrivano quasi sempre mentre qualcuno sta ancora lavorando nell’edificio. Da quel momento la fornitura non è più una consegna: è una presenza in cantiere, con documenti e responsabilità che l’ordine quasi mai nomina.

In breve. Se l’area in cui si montano gli arredi è ancora cantiere, chi monta entra come impresa esecutrice: servono idoneità tecnico professionale, piano operativo di sicurezza e coordinamento del CSE. Se il cantiere è chiuso e la struttura è stata consegnata si applica l’articolo 26 del D.Lgs. 81/2008, e il documento di riferimento diventa il DUVRI. Due regimi diversi, due interlocutori diversi: l’ordine va scritto sapendo quale dei due si applicherà.

Che cosa cambia se il cantiere è ancora aperto

Il D.Lgs. 81/2008 chiama cantiere «qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile» compresi nell’elenco dell’Allegato X (articolo 89, comma 1, lettera a). Finché quei lavori sono in corso l’area ha una regia precisa, e chiunque entri a lavorarci ci finisce dentro. Se opera più di un’impresa, anche non contemporaneamente, il committente nomina il coordinatore per la progettazione e, prima dell’affidamento dei lavori, quello per l’esecuzione (articolo 90, commi 3 e 4); esiste un piano di sicurezza e di coordinamento che fa parte integrante del contratto d’appalto (articolo 100); ogni impresa esecutrice redige il proprio piano operativo di sicurezza (articolo 96, comma 1, lettera g), e l’impresa affidataria ne verifica la congruenza prima di trasmetterlo al coordinatore per l’esecuzione (articolo 97).

C’è poi un passaggio che evita una discussione ricorrente: l’articolo 96, comma 2, stabilisce che l’accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento e la redazione del POS valgono, per quel cantiere, come adempimento di alcuni obblighi dell’articolo 26. In pratica in cantiere il DUVRI non si fa: il suo posto è preso dal piano di sicurezza e di coordinamento. Se qualcuno ve lo chiede comunque non è un capriccio, è il segnale che quell’area, per chi la gestisce, cantiere non è più.

Il montaggio degli arredi è un «lavoro edile»?

L’Allegato X elenca i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione, equipaggiamento, trasformazione, rinnovamento o smantellamento di opere fisse, gli scavi e il montaggio di elementi prefabbricati impiegati per realizzare lavori edili. Posare un divano, un letto o una poltrona lì non c’è. Per una boiserie, un bancone ancorato alla struttura o un’armadiatura a muro il confine è più sottile, perché si avvicina all’equipaggiamento di un’opera fissa: è una valutazione del progetto e del coordinatore, non del catalogo del fornitore.

La domanda decisiva però viene prima: quell’area, oggi, è cantiere o no? Se lo è, chi entra viene coordinato dal CSE a prescindere da come classifica il proprio lavoro. La risposta non sta nel contratto di fornitura ma nel calendario del cantiere, e conviene fissarla all’ordine, non la settimana prima della consegna.

Quali documenti vi chiederanno

Prima di affidare lavori a un’impresa o a un lavoratore autonomo il committente verifica l’idoneità tecnico professionale, e l’Allegato XVII indica che cosa esibire. Per le imprese esecutrici:

  • iscrizione alla Camera di commercio con attività coerente con quella da affidare;
  • documento di valutazione dei rischi, o l’autocertificazione prevista dall’articolo 29, comma 5;
  • documento unico di regolarità contributiva;
  • dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi ai sensi dell’articolo 14.

Per i lavoratori autonomi l’elenco è diverso, e in caso di subappalto la verifica la fa l’impresa affidataria. Aggiungete il POS e la tessera di riconoscimento che il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici porta in modo visibile, con fotografia, generalità del lavoratore e indicazione del datore di lavoro (articolo 26, comma 8). Sono i documenti che decidono se una squadra entra o resta al cancello: fra chiederli all’ordine e chiederli alla consegna ci sono giorni di apertura.

E se il cantiere è chiuso e la struttura è già consegnata?

Cambia interlocutore. Non c’è più un coordinatore per l’esecuzione, c’è il datore di lavoro della struttura, e si applica l’articolo 26: verifica dell’idoneità tecnico professionale, informazioni dettagliate sui rischi specifici dell’ambiente, cooperazione e coordinamento, e il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze allegato al contratto e aggiornato in funzione dell’andamento dei lavori.

Il DUVRI non serve sempre: il comma 3-bis lo esclude per i servizi di natura intellettuale, per le mere forniture di materiali o attrezzature e per i lavori o servizi non superiori a cinque uomini-giorno; l’esclusione cade con rischio di incendio elevato, ambienti confinati, agenti cancerogeni, mutageni o biologici, amianto, atmosfere esplosive o i rischi particolari dell’Allegato XI. Qui nasce l’equivoco più comune nelle forniture d’arredo: una consegna senza montaggio può essere una mera fornitura, una consegna con montaggio è un lavoro, e cinque uomini-giorno si superano in fretta — due persone per tre giorni sono sei.

Chi risponde se un arredo si danneggia in cantiere

È la discussione più frequente, e quasi mai nasce dal montaggio: nasce dallo stoccaggio. Gli arredi arrivano perché la data era quella, l’area non è pronta, i pezzi restano in un corridoio, e due settimane dopo uno ha un angolo segnato. A quel punto «di chi è la colpa» non ha più risposta, perché nessuno ha scritto chi aveva quell’area. Quello che risolve il caso non è un principio di diritto, è un verbale: area consegnata, data, stato dei locali, chi ha le chiavi, dove si stocca e per quanti giorni.

Vanno poi tenuti separati due momenti: la consegna dei materiali, che si firma sulla bolla, e la consegna dell’opera montata, che si firma a montaggio finito. Confonderli significa accettare l’opera prima che esista — e l’accettazione conta, perché il committente verifica l’opera prima di accettarla (articolo 1665 del codice civile), e per le difformità e i vizi non riconoscibili la denuncia va fatta entro sessanta giorni dalla scoperta, con azione che si prescrive in due anni dalla consegna (articolo 1667). Sono termini brevi.

Le righe da mettere nell’ordine

Sei voci che in trattativa non costano niente e che costano care se mancano:

  • se l’area sarà cantiere al montaggio, e chi è il coordinatore per l’esecuzione;
  • chi fornisce il piano di sicurezza e di coordinamento, e a chi va trasmesso il POS;
  • i documenti di idoneità tecnico professionale richiesti, e la data entro cui consegnarli;
  • accessi, orari, uso dell’ascensore di cantiere e sequenza di montaggio concordata con la direzione lavori;
  • stoccaggio: dove, per quanti giorni, a carico di chi, con quale copertura;
  • due consegne distinte, materiali e opera montata, ognuna con il suo documento firmato.

Quando il cantiere sarà libero lo dice il calendario della commessa, tema della guida su quando ordinare gli arredi; il rilievo delle misure, che si fa in cantiere con gli stessi vincoli di accesso, è nella guida su chi prende le misure.

Come lavoriamo noi

Consegniamo sui cantieri di tutto il mondo. Per le forniture residenziali e per studentati il progetto tiene conto della logistica del cantiere, con consegne scaglionate per lotti, piani o palazzine e montaggio coordinato con le altre imprese; sulle commesse nautiche il montaggio a bordo è seguito dalle nostre maestranze. Un solo interlocutore dal disegno alla consegna cambia proprio questa parte del lavoro: quando prototipazione, campionature, produzione e logistica stanno nella stessa manifattura, la data di ingresso in cantiere si sposta una volta e non tre, e di quella data risponde chi produce il pezzo. In una commessa alberghiera il valore più importante è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano apertura veloce, e un albergo che apre comincia a fatturare. Quali documenti devono arrivare con gli arredi è nella guida sui documenti; cosa fissa per iscritto la camera campione, nella guida sulla camera campione.

Domande frequenti

Chi monta gli arredi deve avere il POS?

Se l’area è ancora cantiere sì: il POS è redatto dal datore di lavoro di ogni impresa esecutrice (articolo 96, comma 1, lettera g) e l’impresa affidataria ne verifica la congruenza prima di trasmetterlo al CSE. Se il cantiere è chiuso, il POS non c’entra e si ragiona sull’articolo 26.

Serve il DUVRI per il montaggio degli arredi?

In cantiere no: l’articolo 96, comma 2, stabilisce che l’accettazione del PSC e la redazione del POS assolvono, per quel cantiere, anche gli obblighi dell’articolo 26 richiamati dalla norma. Fuori dal cantiere sì, salvo le esclusioni del comma 3-bis.

Montare mobili è un lavoro edile?

La posa di arredi mobili non figura nell’Allegato X. Elementi fissati alla struttura possono avvicinarsi all’equipaggiamento di un’opera fissa, e la valutazione spetta al progetto. In ogni caso, se l’area è cantiere, chi entra è coordinato dal CSE.

Entro quando va segnalato un difetto trovato dopo il montaggio?

Entro sessanta giorni dalla scoperta per le difformità e i vizi non riconoscibili all’accettazione; l’azione si prescrive in due anni dalla consegna dell’opera (articolo 1667 del codice civile).

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Questa pagina cita il D.Lgs. 81/2008: articolo 26, commi 1, 2, 3, 3-bis e 8; articolo 29, comma 5; articolo 89, comma 1, lettera a; articolo 90, commi 3 e 4; articolo 96, comma 1, lettera g, e comma 2; articoli 97 e 100; Allegati X, XI e XVII. E gli articoli 1665 e 1667 del codice civile. Come si qualifica un singolo intervento e quali adempimenti si applicano al vostro cantiere restano valutazioni del committente, del responsabile dei lavori e del coordinatore per l’esecuzione.