Guide · Contract e certificazioni

Rifoderare un imbottito: il certificato vale ancora?

Ristrutturare costa meno che ricomprare, e quasi sempre passa dal rifacimento dei rivestimenti. Qui c'è che cosa succede al certificato di una poltrona omologata quando si cambia il tessuto o l'imbottitura, che cosa si può sostituire senza perdere la classe 1 IM e che cosa vale in un albergo esistente.

In breve. Una poltrona non si omologa a pezzi: il certificato riguarda una combinazione precisa di imbottitura, interposto e rivestimento, e una modifica a uno dei tre la fa decadere. Qui c'è che cosa si può cambiare senza perdere la classe 1 IM, che cosa no, che cosa vale negli alberghi esistenti e che cosa deve restare nella cartella dei documenti.

Che cosa viene omologato: il tessuto, l'imbottitura o la poltrona?

Il manufatto. È una distinzione che sembra formale e invece decide quasi tutte le discussioni. Il D.M. 26 giugno 1984 omologa un prototipo: un pezzo campione viene provato in laboratorio secondo la UNI 9175, e l'omologazione copre i pezzi conformi a quel prototipo, non i materiali presi uno per uno.

Da qui la risposta a una domanda che sui forum tecnici torna di continuo. Un fabbricante consegna il rapporto di prova della pelle e quello della gommapiuma e dice che bastano: sono due materiali, non un divano. Il committente deve ricevere l'omologazione del manufatto imbottito e la dichiarazione di conformità a quel prototipo.

Che cosa conta nella prova, allora? Tre cose sole, e lo dice una circolare del Ministero dell'Interno del 21 settembre 1985: il materiale dell'imbottitura, l'interposto quando c'è, il rivestimento. Tutto il resto è dichiarato ininfluente, e sono parole della circolare: il colore e il disegno del tessuto non sono determinanti, le dimensioni e la forma della poltrona nemmeno, e i materiali che compongono il fusto o il supporto sono ininfluenti ai fini della classificazione. È la stessa logica che regge la guida su quando serve la Classe 1 IM negli alberghi.

Se rifodero con un altro tessuto, l'omologazione resta valida?

No. L'articolo 9.2 del decreto del 1984 è di una riga: l'omologazione decade automaticamente se il materiale subisce una qualsiasi modifica. Il rivestimento è uno dei tre elementi su cui si fa la prova; cambiarlo con un tessuto diverso significa avere un manufatto diverso, e il certificato del pezzo di partenza non lo copre più.

Non è un cavillo. Una poltrona rifoderata bene, con un tessuto anche più pregiato del precedente, può risultare priva di documenti validi: il tessuto nuovo avrà pure il suo rapporto di prova, ma la combinazione non è mai stata provata. La prova si fa sull'assieme perché il comportamento al fuoco dipende da come i materiali reagiscono insieme, non da ciascuno per sé. Su che cosa cambia fra un rivestimento e l'altro c'è la guida dedicata alle pelli dei divani su misura.

E se cambio solo il colore?

Qui la risposta è l'opposta, ed è scritta nella stessa circolare del 1985: il colore e il disegno del tessuto di rivestimento non sono determinanti. Lo stesso tessuto in una tinta diversa, o con un altro disegno, rientra nell'omologazione esistente.

La distinzione pratica: stesso tessuto vuol dire stessa composizione, stessa costruzione e stesso peso, non stessa collezione. Due articoli dello stesso campionario possono essere due tessuti diversi, quindi conviene confrontare le due schede tecniche e non i due nomi.

Posso sostituire un'imbottitura rovinata?

Sì, a una condizione, e anche questa è scritta. La circolare del 1985 ammette che i materiali imbottiti di poltrone esistenti vengano sostituiti con materiali identici a quelli usati per produrre il modello omologato, senza ripetere le prove, purché la modifica venga dichiarata. Una nota del Ministero dell'Interno del 4 febbraio 2000 ha confermato che questa procedura resta in vigore proprio per gli interventi di sostituzione di materiali imbottiti deteriorati su poltrone omologate già installate.

La parola che regge tutto è «identici»: un poliuretano della stessa densità ma di un altro fornitore non lo è. Per questo la manutenzione di un parco di poltrone omologate si pianifica con chi le ha prodotte, l'unico che sa e che può dichiarare che cosa c'era dentro.

Lo stesso principio, letto al contrario, spiega perché a volte un nuovo modello arriva certificato in pochi giorni e altre volte richiede mesi: una circolare del 2004 consente di estendere l'omologazione a un modello nuovo realizzato con i medesimi materiali, e una del 1993 consente di coprire più modelli con la prova di un solo prototipo. Se il pezzo nuovo sta dentro una famiglia di materiali già provata, il documento esiste già. Se ne esce, bisogna provarlo.

Nel mio albergo, che è esistente, devo cambiare le poltrone?

Probabilmente no, e vale la pena saperlo prima di spendere. La regola tecnica degli alberghi, il D.M. 9 aprile 1994, chiede al punto 6.2 che i mobili imbottiti e i materassi siano di classe 1 IM: ma quel punto sta nel titolo che riguarda le attività di nuova costruzione. Per le attività esistenti il punto 19.2 dice che si applica il 6.2 «con esclusione della lettera e) relativamente ai mobili imbottiti». Tradotto: nelle attività esistenti i materassi restano in classe 1 IM, i mobili imbottiti sono fuori.

Due avvertenze, perché la differenza fra «esistente» e «nuovo» non la decide l'età dell'edificio. Un intervento può far ricadere l'attività fra le nuove costruzioni, e un progetto impostato sul codice di prevenzione incendi del 2015 segue la propria tabella dei materiali, che comprende i mobili imbottiti, i cuscini e la biancheria da letto. Questa pagina riporta le norme e non sostituisce il professionista antincendio che firma la pratica: serve a porgli la domanda giusta.

L'omologazione scade?

Sì: cinque anni, rinnovabili su domanda del produttore. Se nulla è cambiato e il produttore lo attesta, il rinnovo non richiede di ripetere le prove; se qualcosa è cambiato, si riparte dalla prova.

Per chi compra la conseguenza è una verifica di trenta secondi: gli estremi dell'omologazione citati nella dichiarazione di conformità devono essere coerenti con la data della fornitura. È il controllo che quasi nessuno fa, e che evita di scoprire due anni dopo un documento scaduto già prima della consegna.

Che cosa deve esserci sul pezzo e nella cartella

Sul pezzo, un'indicazione permanente: nome del produttore, anno di produzione, classe di reazione al fuoco, estremi dell'omologazione. È il marchio di conformità, e il decreto lo descrive così. Quando apporlo non è possibile, è ammesso un certificato con gli stessi dati.

Nella cartella, la dichiarazione di conformità al prototipo omologato, con gli estremi dell'omologazione richiamati. Il decreto aggiunge una riga che vale la pena conoscere: chi vende deve dichiarare, sotto la propria responsabilità civile e penale, che il materiale venduto è provvisto della dichiarazione di conformità. Non è un documento di cortesia.

In una commessa alberghiera questi due pezzi di carta non sono una formalità: sono fra i documenti che servono ad aprire. La cartella completa è nella guida sugli arredi in classe 1 IM, il momento in cui chiederli nella guida sui tempi di fornitura.

Come lavoriamo noi

Progettiamo e produciamo in casa, e questo cambia la risposta che possiamo dare su un pezzo già fornito: sappiamo che cosa c'è dentro, e possiamo dire prima — non dopo — se una modifica richiesta resta dentro l'omologazione o ne richiede un'altra. In una commessa alberghiera il valore più importante è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi vogliono dire un'apertura veloce, e un cliente che comincia a fatturare.

Domande frequenti

Il tappezziere mi ha rifoderato le poltrone: posso tenere il vecchio certificato?

Se il tessuto è diverso, no: l'omologazione decade con qualsiasi modifica, e il rivestimento è uno dei tre elementi su cui si fa la prova. Se è lo stesso tessuto in un altro colore o con un altro disegno, sì.

Mi danno il certificato del tessuto e quello dell'imbottitura: bastano?

No. L'omologazione riguarda il manufatto imbottito, non i materiali presi singolarmente. Quello che serve è l'omologazione del modello e la dichiarazione di conformità a quel prototipo.

Posso rifare le imbottiture senza perdere il certificato?

Sì, se si usano materiali identici a quelli del modello omologato e la sostituzione viene dichiarata. È una procedura prevista espressamente per le poltrone omologate già installate.

Nel mio albergo esistente le poltrone della hall devono essere in classe 1 IM?

Per le attività esistenti la regola tecnica esclude i mobili imbottiti da quell'obbligo; i materassi restano. Se però l'intervento fa ricadere l'attività fra le nuove costruzioni, o il progetto segue il codice di prevenzione incendi, la risposta cambia: va verificato con il professionista che firma la pratica.

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Norme, classi e decreti citati in questa pagina sono verificati alla fonte, e restano indicazioni generali: la prescrizione che vale è quella del progetto antincendio approvato, da leggere insieme a chi l'ha firmato.