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Classe 1 IM o Crib 5? Quale certificazione serve davvero agli arredi di un albergo
Sono due sistemi diversi, non due nomi della stessa cosa: l'Italia chiede un'omologazione ministeriale, il sistema britannico la conformità alla BS 7176.
In breve. Sono due sistemi diversi, non due nomi della stessa cosa. L'Italia chiede un'omologazione rilasciata dal Ministero dell'Interno sulla base della prova UNI 9175; il sistema britannico chiede la conformità a una specifica, la BS 7176, che per gli alberghi aggiunge la prova del crib 5. Nessuno dei due certificati contiene l'altro: su un progetto che li richiede entrambi servono entrambe le prove, sullo stesso assieme.
Che cosa chiede l'Italia?
In Italia gli imbottiti non si classificano con le stesse regole degli altri materiali. La prova di riferimento è la UNI 9175, «Reazione al fuoco di mobili imbottiti sottoposti all'azione di una piccola fiamma», e le classi che ne escono sono 1.IM, 2.IM, 3.IM o non classificabile: la 1 IM è la migliore.
Il documento che conta, però, non è il rapporto di prova. È l'omologazione: il D.M. 26 giugno 1984 la definisce come la procedura tecnico-amministrativa con cui il Ministero dell'Interno autorizza l'impiego di un prototipo nelle attività soggette a controllo antincendio. Dura cinque anni, è rinnovabile su richiesta del produttore e decade automaticamente se il prodotto viene modificato. Per le nuove strutture ricettive il decreto del 9 aprile 1994 chiede mobili imbottiti e materassi in classe 1 IM; il Codice di prevenzione incendi del 3 agosto 2015 in alcune configurazioni ammette la 2.IM.
E per un pezzo su misura, che non è un prototipo?
Esiste una seconda strada, meno conosciuta, ed è quella su cui lavoriamo di norma. L'articolo 10 dello stesso decreto del 1984 consente la certificazione per produzioni limitate e impieghi specifici, con un certificato legato a una fornitura determinata invece che al prototipo.
I nostri pezzi sono sempre personalizzati, quindi sulle commesse contract lavoriamo di norma con l'articolo 10. Teniamo anche i nostri elenchi di abbinamenti già certificati, e dove il progetto lo consente si parte da lì, perché è la via che fa risparmiare tempo. Sull'articolo 10 però conviene sapere subito una cosa che molti scoprono tardi: la certificazione vale per la commessa per cui è stata richiesta, e su un'altra commessa non si riusa. Non è un cavillo: è la ragione per cui un capitolato che nomina l'articolo 10 va letto insieme al calendario della fornitura, e non dopo.
Vale la pena che il committente lo faccia nominare nel capitolato, altrimenti i fornitori non lo propongono: come si scrive quella riga lo spieghiamo in Come si scrive la voce di capitolato per gli arredi di un albergo.
Che cosa chiede il sistema britannico?
La norma è la BS 7176:2007+A1:2011, il cui titolo dice già molto: Specification for resistance to ignition of upholstered furniture for non-domestic seating by testing composites. Riguarda le sedute non domestiche e prescrive la prova sull'assieme rivestimento più imbottitura, non sui materiali presi uno per uno. Non stabilisce una classe unica: definisce quattro livelli di rischio, e per ciascuno le sorgenti d'innesco da superare.
| Livello di rischio | Prove richieste | Ambienti |
|---|---|---|
| Low hazard | EN 1021-1 (sigaretta) + EN 1021-2 (fiammifero) | uffici, scuole, università, musei, mostre, centri diurni |
| Medium hazard | le precedenti + crib 5 (BS 5852) | camere d'albergo, edifici pubblici, ristoranti, locali di spettacolo, pub, ospedali, ostelli |
| High hazard | le prove low hazard + crib 7 | alcuni reparti ospedalieri, alcuni ostelli, installazioni offshore |
| Very high hazard | prove low hazard + sorgenti a scelta del prescrittore | celle carcerarie |
A tutti i livelli le imbottiture devono comunque soddisfare le Furniture and Furnishings (Fire) (Safety) Regulations del 1988.
Va detta una cosa che quasi nessuno dice: la BS 7176 non è una legge. Nel Regno Unito la responsabilità passa dal Regulatory Reform (Fire Safety) Order del 2005, che impone al gestore una valutazione del rischio, e la guida ufficiale del settore ricettivo dice che negli ambienti a medio rischio gli arredi «dovrebbero» conformarsi alla BS 7176. Nei capitolati quel «dovrebbero» diventa un requisito contrattuale, e viene chiesto anche fuori dal Regno Unito quando il progetto o l'operatore hanno matrice britannica.
Un albergo in quale livello rientra?
Medium hazard. Le camere d'albergo sono nominate espressamente, e con loro ristoranti, edifici pubblici, locali di spettacolo e pub: anche la hall, il bar e la sala colazioni ricadono nella stessa categoria. Per un albergo, in concreto, la BS 7176 si traduce quasi sempre nella richiesta del crib 5.
Crib 5: che cos'è esattamente?
Non è una classe e non è una certificazione: è una sorgente d'innesco descritta dalla BS 5852. La sorgente 5 è una piccola catasta di legno alta 65 millimetri, accesa con l'aiuto di poco alcol e appoggiata sul provino. È molto più energica di una sigaretta o di un fiammifero e dura più a lungo: simula un piccolo incendio già avviato, non un innesco accidentale.
Quando un capitolato chiede «tessuto crib 5», usa una scorciatoia verbale per «assieme conforme alla BS 7176 medium hazard». La distinzione non è pedanteria, ed è il punto della sezione che segue.
Una precisazione sulla nostra esperienza, perché le pagine di settore tendono a lasciarla nel vago: il crib 5 a noi non è ancora stato richiesto. È una prescrizione di matrice britannica, e sulle commesse che abbiamo seguito finora non si è presentata. Quando arriva, il percorso è quello descritto qui sopra, e va affrontato all'inizio del progetto e non alla fine.
La Classe 1 IM vale come crib 5? E viceversa?
No, in nessuna delle due direzioni.
La risposta, in un senso, viene dall'istituto italiano che quelle prove le esegue. Alla domanda se esista una norma europea che soddisfi il requisito di Classe 1 IM, il CATAS risponde che esistono la EN 1021-1 e la EN 1021-2, «ma sono meno severe della prova italiana UNI 9175». Poiché il livello low hazard della BS 7176 è fatto esattamente di quelle due prove, un certificato low hazard sta sotto la Classe 1 IM: non la soddisfa.
Nell'altro senso il ragionamento si rovescia. La UNI 9175 lavora con una piccola fiamma; il crib 5 è una sorgente molto più severa, che la prova italiana non contempla. Un imbottito omologato in Classe 1 IM non ha dimostrato nulla rispetto al crib 5.
Si aggiunge una differenza di natura, non di severità: in Italia il documento è un'omologazione ministeriale, un atto amministrativo legato a un prototipo; nel sistema britannico è la conformità a una specifica, attestata da rapporti di prova. Un rapporto di prova inglese, per quanto severo, non diventa un'omologazione italiana. La conclusione pratica: su un albergo italiano con capitolato di matrice britannica servono tutti e due i percorsi, e conviene saperlo prima di scegliere il rivestimento.
Che cosa hanno in comune i due sistemi?
Una cosa sola, ed è la più importante: si prova l'assieme, non il tessuto. La BS 7176 lo dichiara nel titolo, by testing composites; la UNI 9175 prova il rivestimento assemblato con l'imbottitura, e il CATAS segnala che due materiali ottimi presi singolarmente possono dare esito negativo una volta accoppiati. Quando la commessa richiede la Classe 1 IM, la prova si esegue sul prodotto finale: sull'assieme che verrà davvero consegnato, non sui materiali presi singolarmente.
Da qui l'errore che ferma più progetti di ogni altro: un tessuto con il suo certificato non rende conforme il divano su cui è montato. Lo raccontiamo per esteso nella guida Arredi in Classe 1 IM per hotel.
Quali documenti chiedere al fornitore?
Quattro, prima dell'ordine e non alla consegna. Il certificato riferito al manufatto finito, nella combinazione esatta di rivestimento, imbottitura e struttura che si acquista. Il livello di rischio per la BS 7176, perché «crib 5» da solo non dice a quale categoria il pezzo è conforme. Le date, perché l'omologazione italiana vale cinque anni. E il codice dell'assieme provato, unico modo per verificare che il certificato descriva il divano arrivato in cantiere.
Perché è soprattutto una questione di tempo
Perché la certificazione segue la scelta del rivestimento, non la precede. Se il rivestimento cambia a progetto avviato l'assieme è nuovo, e le prove vanno rifatte: in Italia l'omologazione decade automaticamente con la modifica del prodotto. Ogni cambio deciso tardi è una prova in più e un pezzo di calendario in meno. Nelle commesse alberghiere il calendario è la variabile che pesa di più: prodotti a norma, già certificati e consegnati nei tempi significano un'apertura rapida, e un albergo che apre prima comincia prima a fatturare. Le date si organizzano a ritroso, come spieghiamo in Quando ordinare gli arredi per aprire in tempo.
Come lavoriamo noi
Brianform nasce nel 1982 in Brianza e produce divani, poltrone e arredi su misura per alberghi e residenze, con legno, marmo, ferro e imbottito lavorati all'interno. Usiamo pelli e tessuti certificati Classe 1 IM quando il progetto lo richiede, gomma ignifuga per le imbottiture e legno CARB 2. Le sedute sono nelle collezioni divani e poltrone; la scelta del rivestimento è raccontata nella guida Divano in pelle su misura: quale pelle scegliere. Per le commesse la pagina Contract spiega come seguiamo i progetti; Brianform e Stoneform sono due divisioni della stessa azienda, con produzione interna e senza intermediari. Si parte dai contatti.
Domande frequenti
Un tessuto crib 5 rende il divano conforme alla BS 7176?
No. La BS 7176 si verifica sull'assieme di rivestimento e imbottitura, come dice il titolo stesso della norma.
La Classe 1 IM è più severa del crib 5?
Le due prove non sono confrontabili su una scala unica. La UNI 9175 è più severa delle prove europee EN 1021 che formano il livello low hazard, ma non contempla una sorgente grande come il crib 5.
Serve il crib 5 in un albergo italiano?
Per legge no: in Italia vale la Classe 1 IM. Viene però chiesto per contratto quando il progetto, l'operatore o il capitolato sono di matrice britannica.
Quanto dura un'omologazione italiana?
Cinque anni, rinnovabili su richiesta del produttore, e decade automaticamente se il prodotto viene modificato.
Un divano su misura può stare in un locale soggetto senza omologazione del prototipo?
Sì, ed è la strada che percorriamo abitualmente: l'articolo 10 del D.M. 26 giugno 1984 prevede la certificazione per produzioni limitate e impieghi specifici, legata alla singola fornitura. Va ricordato che quella certificazione vale per quella commessa e non si riusa su un'altra.
Parlane con noi La divisione contract
Le norme e i provvedimenti citati in questa pagina sono la UNI 9175, il D.M. 26 giugno 1984 e il suo articolo 10, il D.M. 9 aprile 1994, il Codice di prevenzione incendi del 3 agosto 2015, la BS 7176:2007+A1:2011, la BS 5852, la EN 1021-1, la EN 1021-2, le Furniture and Furnishings (Fire) (Safety) Regulations 1988 e il Regulatory Reform (Fire Safety) Order 2005. Le prescrizioni di reazione al fuoco applicabili al singolo progetto restano di competenza del progetto antincendio e del professionista incaricato.

