Guide · Contratto
Fornitura con posa o appalto? Che garanzia avete sugli arredi
Due ordini che sulla carta si somigliano possono dare garanzie molto diverse: otto giorni e un anno, oppure sessanta giorni e due anni. La differenza non sta nel titolo scritto in cima al contratto, e quasi nessuno la spiega a chi compra arredi per un albergo.
In breve. Se il vostro ordine è una vendita con posa in opera, i vizi vanno denunciati entro otto giorni dalla scoperta e l'azione si prescrive in un anno dalla consegna (articoli 1490 e 1495 del codice civile). Se è un appalto, diventano sessanta giorni e due anni (articolo 1667). Quale regime si applichi non lo decide l'intestazione del documento, ma il contenuto della prestazione — e in entrambi i casi il momento che pesa più dei termini è la firma con cui accettate la fornitura.
Perché la differenza vale più di una formula
In una commessa alberghiera il difetto non si vede quasi mai alla consegna: si vede quando le camere cominciano a girare. A quel punto la domanda non è se avete diritto alla garanzia, ma se siete ancora nei termini per farla valere — e i termini del codice civile sono brevi in modo che sorprende: non anni, ma giorni dalla scoperta, con una decadenza che matura in silenzio.
Vendita o appalto? Non lo decide il titolo del contratto
La legge definisce l'appalto come il contratto con cui una parte assume il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro, con organizzazione dei mezzi e gestione a proprio rischio (articolo 1655 del codice civile); la vendita trasferisce la proprietà di una cosa contro il pagamento di un prezzo. Nelle forniture d'arredo le due prestazioni convivono quasi sempre: si consegna un bene e si esegue un lavoro. La giurisprudenza usa allora due criteri, e conviene conoscerli perché sono gli stessi che userebbe un giudice.
Il primo è la prevalenza: quando alla prestazione di fare, che caratterizza l'appalto, si affianca quella di dare, tipica della vendita, si guarda alla prevalenza del lavoro sulla materia, considerando la volontà delle parti e il senso oggettivo dell'operazione, per stabilire se la fornitura della materia sia un semplice mezzo per produrre l'opera (Cassazione civile, sentenza n. 5935 del 12 marzo 2018). Il confronto fra valore dei materiali e valore della manodopera, da solo, non basta.
Il secondo è l'ordinaria produzione: se il bene appartiene alla produzione o al commercio abituale di chi lo fornisce si presume che le parti abbiano voluto trasferire una cosa, e lo stesso vale per modifiche di semplice adattamento; se invece le lavorazioni portano a un risultato sostanzialmente diverso dal prodotto di serie, si ricade nell'appalto.
Nel vostro ordine: trenta poltrone di catalogo, consegnate e posate in camera, somigliano a una vendita con posa in opera; un progetto disegnato sulla camera campione, con misure fuori standard, imbottiture ridisegnate e omologazioni scelte per quella destinazione, somiglia a un appalto. Il nome del documento — «ordine», «conferma», «contratto di fornitura» — non sposta la qualificazione.
Che garanzia dà la vendita: otto giorni e un anno
Nella vendita il venditore deve garantire che la cosa sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o che ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore (articolo 1490). Il compratore però decade dalla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorni dalla scoperta, salvo un termine diverso stabilito dalle parti o dalla legge, e l'azione si prescrive in ogni caso in un anno dalla consegna (articolo 1495). La denuncia non serve se il venditore ha riconosciuto il vizio o lo ha occultato.
Un anno dalla consegna, su arredi che entrano in servizio quando l'albergo apre, è poco: se la struttura apre quattro mesi dopo, vi restano otto mesi di uso reale.
Che garanzia dà l'appalto: sessanta giorni e due anni
Nell'appalto l'appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera. Il committente deve denunciarli, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla scoperta, e l'azione si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell'opera (articolo 1667). Anche qui la denuncia non serve se l'appaltatore ha riconosciuto i difetti o li ha occultati. Il committente può chiedere che le difformità o i vizi siano eliminati a spese dell'appaltatore, oppure una riduzione proporzionale del prezzo, salvo il risarcimento del danno in caso di colpa; e se rendono l'opera del tutto inadatta alla sua destinazione, può chiedere la risoluzione del contratto (articolo 1668).
Due anni e sessanta giorni contro un anno e otto giorni: sulla stessa fornitura, è un'altra storia.
Il momento che conta più dei termini: l'accettazione
C'è una regola che vale più di tutte le scadenze, e si gioca sul posto. La garanzia dell'appaltatore non è dovuta se il committente ha accettato l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché non siano stati taciuti in mala fede (articolo 1667, primo comma). E l'accettazione arriva più facilmente di quanto si crede: il committente ha diritto di verificare l'opera prima di riceverla, ma se non procede alla verifica nonostante l'invito, o non comunica il risultato entro breve termine, l'opera si considera accettata; e se riceve la consegna senza riserve si considera accettata anche se la verifica non è avvenuta (articolo 1665).
È il motivo per cui conviene separare due firme: la bolla dei materiali e l'opera montata, a montaggio finito, con le riserve scritte sopra. Un verbale con riserve costa cinque minuti e vale più di qualunque clausola di garanzia, perché è l'unica cosa che impedisce a un difetto riconoscibile di diventare un difetto accettato. Chi risponde dei danni che nascono prima della posa è il tema della guida sul montaggio a cantiere aperto.
E i dieci anni di cui parla il progettista?
Sono quelli dell'articolo 1669, che riguarda gli edifici e le altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata: se entro dieci anni dal compimento l'opera rovina, in tutto o in parte, o presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore risponde, con denuncia entro un anno dalla scoperta. Non è la norma degli arredi: un divano, un letto o una poltrona non sono un'opera immobile. Per boiserie, bancomi o armadiature ancorate alla struttura il confine diventa una valutazione di progetto, e va fatta a monte.
Un albergo non è un consumatore
La garanzia di conformità di due anni di cui si legge ovunque appartiene al Codice del consumo, e protegge il consumatore, cioè la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta (articolo 3). Una società che arreda il proprio albergo acquista nell'esercizio della propria impresa: quella disciplina non la riguarda, e valgono le regole del codice civile viste sopra. Da privati avrebbero avuto più tutela di quanta ne abbiano da imprenditori.
Da qui la cosa più utile di tutta questa pagina: fra imprese, la garanzia che conta davvero è quella che scrivete nel contratto. I termini del codice sono il minimo di legge, non un tetto, e una garanzia convenzionale più lunga — con decorrenza, oggetto e modalità di intervento definiti — in trattativa costa molto meno di quanto costi non averla.
Le righe da mettere nell'ordine
Sei voci che valgono più di una formula:
- durata della garanzia convenzionale e che cosa copre: struttura, meccanismi, imbottiture e rivestimenti hanno vite diverse;
- da quando decorre: consegna, montaggio o apertura della struttura. Su un albergo che apre mesi dopo è la riga che pesa di più;
- che cosa resta escluso: usura normale, uso improprio, interventi di terzi, pulizie con prodotti non ammessi;
- come si interviene: in posto o in fabbrica, con quali tempi di risposta, e a carico di chi trasporto e manodopera;
- due consegne distinte e due documenti: materiali e opera montata, con le riserve per iscritto;
- i documenti che devono arrivare con gli arredi, perché una certificazione mancante è una difformità: guida sui documenti e guida al capitolato.
Come lavoriamo noi
Lavoriamo su commessa, e questo colloca quasi sempre le nostre forniture contract dalla parte del fare: misure, imbottiture, rivestimenti e omologazioni nascono sul progetto, non sul catalogo. Prototipazione, campionature, produzione e logistica stanno nella stessa manifattura a Cantù, con un interlocutore unico: di una difformità risponde chi ha prodotto il pezzo, senza il passaggio fra fornitore, rivenditore e installatore in cui si perdono i termini. Che cosa si fissa per iscritto prima della produzione è nella guida sulla camera campione; quando ordinare perché le date tengano, nella guida sul calendario della fornitura. In una commessa alberghiera il valore più importante resta il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano apertura veloce, e un albergo che apre comincia a fatturare.
Domande frequenti
Entro quando devo segnalare un difetto sugli arredi?
Dipende da come si qualifica il contratto: entro otto giorni dalla scoperta se è una vendita, con azione che si prescrive in un anno dalla consegna (articolo 1495 del codice civile); entro sessanta giorni dalla scoperta se è un appalto, con prescrizione in due anni dalla consegna dell'opera (articolo 1667). In entrambi i casi la denuncia non serve se il fornitore ha riconosciuto il difetto o lo ha occultato. Nel dubbio vale il termine più breve: una segnalazione scritta subito non costa nulla.
Il mio ordine è una vendita o un appalto?
Non lo dice il titolo del documento. Si guarda se prevale il lavoro sulla materia, considerando la volontà delle parti e il senso oggettivo dell'operazione, e se il bene appartiene alla produzione ordinaria del fornitore o richiede lavorazioni che lo rendono sostanzialmente diverso dal prodotto di serie. Arredi di catalogo posati in camera stanno più vicini alla vendita; arredi disegnati sulla commessa, all'appalto.
Firmare la bolla alla consegna mi fa perdere la garanzia?
Può farvi perdere quella sui difetti riconoscibili. Nell'appalto l'opera si considera accettata se il committente ne riceve la consegna senza riserve, anche senza verifica (articolo 1665), e la garanzia non è dovuta per le difformità e i vizi che erano conosciuti o riconoscibili al momento dell'accettazione (articolo 1667). Firmate due documenti distinti, uno per i materiali e uno per l'opera montata, e scrivete le riserve.
Gli arredi di un albergo hanno i dieci anni dell'articolo 1669?
No: quella norma riguarda gli edifici e le altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata. Per gli arredi valgono i termini della vendita o dell'appalto. Per elementi ancorati alla struttura la qualificazione va valutata nel progetto.
Parlane con noi La divisione contract
Questa pagina cita gli articoli 1490, 1495, 1655, 1665, 1667, 1668 e 1669 del codice civile, l'articolo 3 del Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) e la sentenza della Corte di cassazione civile n. 5935 del 12 marzo 2018 sui criteri di distinzione fra vendita e appalto. I criteri dell'ordinaria produzione e della prevalenza sono richiamati da giurisprudenza costante. Come si qualifichi il vostro singolo contratto, e quali termini si applichino al vostro caso, resta una valutazione da fare sul contratto e sui documenti della commessa: questa pagina non sostituisce il parere di un legale.

