Guide · Norme

Un divano su misura si può omologare?

Nei forum tecnici la risposta è quasi sempre no. È sbagliata, e il motivo sta in una circolare del 1993.

In breve. Un imbottito fatto su misura può essere a norma, e non serve una pratica nuova per ogni misura. La strada è l'omologazione di serie: si prova in laboratorio un modello scelto come riferimento e gli altri modelli della serie seguono senza ripetere le prove, purché fra loro cambino soltanto la forma, la dimensione e il colore del rivestimento. Quello che non può cambiare sono i materiali.

La domanda, come la pongono i tecnici

Un progettista scrive per il titolare di una discoteca che sta facendo realizzare divani su misura. Il fabbricante, gli è stato detto, consegnerà la certificazione della pelle e dell'imbottitura, e ai Vigili del Fuoco quella basta. I colleghi rispondono no, e hanno ragione: un prodotto non si classifica sommando le caratteristiche dei componenti, salvo che siano tutti dichiarati incombustibili, e la regola tecnica di quel locale chiede prodotti omologati.

Fin qui è tutto giusto. Poi arriva la conclusione, e quella non torna: «quindi il titolare non può utilizzare divani realizzati su misura? A meno che non si accolli costi e tempi per l'omologazione... assurdo». La discussione si chiude lì, e nessuno dice che è falsa.

Perché i certificati dei componenti non bastano

L'omologazione riguarda il manufatto, non i materiali presi uno per uno. La prova si fa sulla combinazione di imbottitura, eventuale interposto e rivestimento, perché il comportamento al fuoco dipende da come quei tre reagiscono insieme e non da come reagisce ciascuno per sé. Due rapporti di prova, uno della pelle e uno della schiuma, descrivono due materiali: non descrivono un divano.

L'eccezione esiste e non serve quasi mai: un manufatto fatto interamente di materiali compresi nell'elenco di quelli che si considerano in classe A1 senza dover essere sottoposti a prove — pietra naturale, vetro, laterizi, metalli — è irrilevante ai fini della reazione al fuoco, e a quell'elenco un divano non arriva. Su che cosa succede al certificato quando si cambia un rivestimento c'è la guida sul rifoderare un imbottito.

L'omologazione di serie: una prova, molti modelli

Qui sta la parte che dal lato di chi compra non si trova scritta da nessuna parte. Una lettera circolare del Ministero dell'Interno del 30 dicembre 1993, protocollo n. 15580/4190, intitolata «Omologazione di serie di mobili imbottiti», consente di omologare in un'unica soluzione un'intera serie sulla base del certificato di un solo modello, scelto come riferimento.

Le condizioni sono precise:

  • la serie ha una propria denominazione commerciale e comprende soltanto mobili imbottiti, non altri manufatti né materiali;
  • tutti i modelli devono essere classificabili per reazione al fuoco;
  • tutti i modelli hanno gli stessi componenti di imbottitura, interposto e rivestimento, e danno luogo a campionature di prova identiche;
  • fuori da questi casi si torna alla procedura ordinaria, modello per modello.

Il certificato, con il rapporto di prova, la scheda tecnica e i disegni, si riferisce a un solo modello, identificato con la denominazione della serie e con una sigla propria. Alla domanda si allegano la dichiarazione del legale rappresentante del produttore sul rispetto di quelle condizioni e i disegni di tutti gli altri modelli; il laboratorio riporta su quei documenti il riferimento al certificato del modello di riferimento, perché i Vigili del Fuoco possano risalirci in ispezione. Le stesse condizioni sono richiamate da una circolare del 18 giugno 2004.

Che cosa può cambiare dentro la serie, e che cosa no

Può cambiare la forma, la dimensione e il colore del rivestimento: il modello di dichiarazione allegato alla circolare parla di modelli che differiscono unicamente per forma e/o dimensione e/o colore del rivestimento. È coerente con una circolare più vecchia, del 21 settembre 1985, secondo cui dimensioni e forma della poltrona non incidono sull'esito della prova, non incidono il colore e il disegno del tessuto, e il materiale del fusto è ininfluente ai fini della classificazione.

Non possono cambiare i componenti dell'imbottitura, dell'interposto e del rivestimento. Se cambia uno dei tre, la campionatura di prova non è più identica e quel modello è fuori dalla serie.

È per questo che «su misura» e «omologato» non sono in contraddizione. Un divano trenta centimetri più lungo, con un bracciolo di disegno diverso, nello stesso tessuto di un'altra tinta, resta dentro la serie e resta coperto. Lo stesso divano nella pelle che il progettista ha scelto da un altro fornitore, no.

Un caso da tenere a mente: se un modello della collezione è già omologato singolarmente, l'estensione agli altri non passa da questa strada e va chiesta con la procedura ordinaria.

Quando il su misura esce davvero dalla serie

Allora serve una prova nuova, e il calendario è quello del decreto del 1984: sommando i termini scritti, dalla domanda al certificato si arriva intorno ai sei mesi. È lo stesso calendario di chi deve classificare mobili già installati e senza certificati. In una commessa alberghiera sei mesi non sono un ritardo: sono una stagione. Ed è per questo che in un progetto contract la scelta dei materiali non è una questione di gusto da sistemare alla fine.

Che cosa chiedere al fornitore prima di firmare

Quattro documenti, e si chiedono in fase d'ordine, non alla consegna:

  • l'atto di omologazione del modello di riferimento, con il rapporto di prova;
  • la dichiarazione del legale rappresentante del produttore sul rispetto delle condizioni della serie;
  • i disegni dei modelli della serie, compreso quello che riguarda la vostra commessa;
  • la dichiarazione di conformità dei pezzi consegnati a quel modello omologato.

Se arriva soltanto il rapporto di prova di un tessuto e di una schiuma, quello che avete in mano non è l'omologazione di un divano. L'elenco completo di quello che deve viaggiare insieme agli arredi è nella guida sui documenti.

E nei locali di pubblico spettacolo?

La regola tecnica del 19 agosto 1996 chiede, per le poltrone e i mobili imbottiti, la classe 1 IM, e chiede che i materiali siano omologati ai sensi del decreto del 26 giugno 1984. C'è poi un dettaglio che viene usato male: quella stessa regola consente, in presenza di impianti migliorativi come lo smaltimento dei fumi o lo spegnimento automatico, di impiegare materiali di una classe superiore a quella prescritta — ma esclude espressamente gli imbottiti, che restano in classe 1 IM in ogni caso. Su quando la classe 1 IM è richiesta negli alberghi c'è la guida dedicata.

Come lavoriamo noi

Lavoriamo l'imbottito in casa, come il legno, il marmo e il ferro, e le omologazioni stanno sui nostri modelli: un progetto che parte da quelli si adatta alle misure di una camera senza aprire nessuna pratica. Quando un pezzo esce dai modelli, la strada si decide prima del disegno, perché è l'unico momento in cui si può ancora scegliere.

In una commessa alberghiera il valore che pesa più di tutti è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano un'apertura che non slitta. Il momento in cui tutto questo si verifica è la camera campione; il percorso di una commessa è nella sezione Contract, e dai contatti si arriva a chi la segue.

Domande frequenti

Il fabbricante dice che la pelle e l'imbottitura sono certificate in classe 1 IM: basta?

No. Quei due documenti riguardano due materiali, mentre la classificazione si fa sul manufatto. Il documento da chiedere è l'atto di omologazione del divano, o del modello di riferimento della serie a cui appartiene, con la dichiarazione di conformità.

Un divano su misura può rientrare in una serie già omologata?

Sì, ed è la strada normale. Finché cambiano soltanto la forma, la dimensione e il colore del rivestimento, e restano identici i componenti di imbottitura, interposto e rivestimento, il modello rientra nella serie e non richiede una prova nuova. Serve però che il produttore abbia impostato la serie così dall'inizio.

Quanti modelli può contenere una serie?

La circolare non fissa un numero, fissa una condizione più vincolante di un numero: i modelli devono dare luogo a campionature di prova identiche. Venti divani fatti con gli stessi materiali stanno dentro una serie; due divani con due schiume diverse sono due pratiche.

E se il progettista impone un tessuto che il produttore non ha in omologazione?

Quel pezzo esce dalla serie e torna in procedura ordinaria, con i tempi di laboratorio che questo comporta. È la ragione per cui in una commessa a scadenza la scelta del rivestimento va incrociata con le omologazioni disponibili prima di chiudere il capitolato.

Parlane con noi La divisione contract

Questa pagina cita la lettera circolare del Ministero dell'Interno 30 dicembre 1993, prot. n. 15580/4190 («Omologazione di serie di mobili imbottiti») e la circolare n. 27 MI.SA del 21 settembre 1985, prot. n. 19648/4190, sulle caratteristiche non essenziali di omologazione; le condizioni della serie sono richiamate anche dalla circolare del 18 giugno 2004. Il riferimento alla classe 1 IM e all'omologazione nei locali di pubblico spettacolo è al punto 2.3.2 del DM 19 agosto 1996, dove la deroga per impianti migliorativi esclude espressamente le poltrone e i mobili imbottiti. L'elenco dei materiali considerati in classe A1 senza prove è l'allegato C del DM 10 marzo 2005. I termini della procedura di prova sono quelli del DM 26 giugno 1984, art. 8.1, e sono termini massimi e non tempi tipici. Nessun prezzo, nessun tempo d'intervento, nessun caso aziendale. La valutazione del singolo caso spetta al professionista che firma la pratica e al Comando competente.