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Guanciali, cuscini e biancheria da letto: quali devono avere una classe di reazione al fuoco?
Esistono due elenchi diversi, e dicono cose diverse: quale dei due vale dipende dalla regola su cui è impostato il progetto antincendio.
In breve. La regola tecnica degli alberghi del 1994 chiede la classe 1 IM a mobili imbottiti e materassi, e una nota ministeriale del 2000 dice espressamente che guanciali, sommier, biancheria da letto e trapunte non devono dimostrarla. Il Codice di prevenzione incendi del 2015 lavora invece su un elenco più ampio, che guanciali, topper, cuscini e biancheria li nomina uno per uno. Sono due elenchi diversi, non due letture dello stesso elenco: quello che vale per la sua camera dipende da quale delle due regole il progettista antincendio ha scelto.
Perché la domanda non ha una risposta sola
Perché in Italia la prevenzione incendi di un albergo si può impostare in due modi, e sono alternativi. Il primo è la regola tecnica verticale: il decreto del 9 aprile 1994, che per le attività ricettive scrive in modo prescrittivo che cosa serve. Il secondo è il Codice di prevenzione incendi, il decreto del 3 agosto 2015, che arriva allo stesso obiettivo attraverso livelli di prestazione e soluzioni conformi.
Fin qui è una scelta da ufficio tecnico, e di solito non arriva mai al fornitore degli arredi. Sul letto, però, cambia la lista della spesa: i due testi non elencano gli stessi oggetti. Chi compra guanciali e biancheria si trova quindi davanti a due risposte entrambe corrette, e deve sapere su quale dei due binari corre il suo albergo prima di ordinare.
Che cosa chiede il decreto alberghi del 1994?
Il punto 6.2 della regola tecnica è breve e preciso. Alla lettera e) dice che «i mobili imbottiti ed i materassi devono essere di classe 1 IM». Alla lettera d) dice che «i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, ecc.) devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1».
Sono due righe, e si fermano lì. Guanciali, cuscini, piumini, coperte, copriletti: nessuno di questi oggetti è nominato. Non è una dimenticanza, ed è stato chiarito per iscritto.
La nota del 2000: che cosa dice esattamente
La nota del Ministero dell'Interno prot. n. P119/4122/1 sott. 3 del 23 febbraio 2000 affronta proprio questo punto e scrive che «per i materiali e gli arredi non equiparabili a mobili imbottiti o a materassi (quali, ad esempio, guanciali, sommier, biancheria da letto, trapunte) non deve essere comprovata la classe 1 IM di reazione al fuoco».
È una frase che vale la pena tenere a portata di mano, perché risponde da sola alla domanda più frequente in sede di sopralluogo. Il contributo di quegli oggetti all'incendio non sparisce: viene considerato come parte del carico di incendio della camera, che è una valutazione del progetto, non un certificato da chiedere al fornitore della biancheria.
La distinzione che regge tutto è una sola: un guanciale non è un mobile imbottito. Sembra ovvio detto così, ma è esattamente il punto su cui si litiga, perché un guanciale è imbottito e un mobile imbottito è imbottito, e la parola somiglia. La classe 1 IM nasce dalla UNI 9175, «Reazione al fuoco di mobili imbottiti sottoposti all'azione di una piccola fiamma», e si applica a quello che la norma chiama mobile imbottito. Il resto sta fuori.
E il Codice di prevenzione incendi del 2015?
Qui l'elenco si allarga, e lo dice il Ministero stesso. La nota del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del 2 settembre 2020, prot. n. 11297, spiega che «la tabella S.1-5 elenca puntualmente i materiali che necessitano di requisiti di reazione al fuoco», e che quei requisiti sono «espressi in soli termini di classe italiana perché, non trattandosi di prodotti da costruzione, la classificazione europea è non applicabile».
L'elenco puntuale della tabella S.1-5 comprende, fra le altre voci, i «mobili imbottiti (poltrone, divani, divani letto, materassi, sommier, guanciali, topper, cuscini, sedie imbottite)», la biancheria («coperte, copriletti, coprimaterassi»), i mobili non imbottiti, e separatamente «sipari, drappeggi, tendaggi».
Si noti il dettaglio che fa capire meglio di qualunque spiegazione quanto i due testi siano diversi: il sommier è fra gli oggetti che la nota del 2000 dichiara non equiparabili a un mobile imbottito, mentre nella tabella S.1-5 compare nell'elenco dei mobili imbottiti. Guanciali e cuscini seguono la stessa sorte. Non è una contraddizione del legislatore: sono due impianti normativi distinti, ciascuno coerente al proprio interno, e va applicato uno dei due, non un misto.
Una precisazione utile per leggere i capitolati: la tabella non assegna una classe fissa a ogni oggetto. Assegna gruppi di materiali, e la classe che tocca a ciascun gruppo dipende dal livello di prestazione attribuito al compartimento nel progetto. Per questo la riga di capitolato corretta non è «guanciali in classe 1 IM», ma il rimando al livello di prestazione previsto dal progetto antincendio. Su come si scrive quella riga abbiamo una guida dedicata: Come si scrive la voce di capitolato per gli arredi di un albergo.
Perché le euroclassi non c'entrano
Perché questi oggetti non sono prodotti da costruzione, e la nota del 2020 lo dice con le parole che abbiamo citato sopra: la classificazione europea «è non applicabile». È il motivo per cui in un capitolato non si trova — e non si deve cercare — una euroclasse B-s1,d0 accanto a un cuscino. È lo stesso confine che spieghiamo in Perché un divano non ha un'euroclasse.
Che cosa chiedere, in pratica, al fornitore
Dipende dall'oggetto, ed è questo il punto utile.
- Materassi e imbottiti: sempre documento di classe 1 IM, riferito al manufatto finito nella combinazione esatta che si acquista, non ai materiali presi uno per uno. I documenti che devono arrivare sono elencati in Arredi hotel: quali documenti devono arrivare.
- Tendaggi: classe non superiore a 1, perché la lettera d) li nomina espressamente.
- Guanciali, cuscini, topper, piumini, biancheria: la domanda da fare al progettista, prima di ordinare, è su quale regola è impostato il progetto. Sulla regola tecnica del 1994 non serve dimostrare la 1 IM; sul Codice del 2015 quegli oggetti sono nell'elenco e la classe richiesta discende dal livello di prestazione.
- In ogni caso: mettere la risposta per iscritto. È una riga di e-mail che evita una contestazione in sede di visita, quando il materiale è già in camera e sostituirlo costa tempo.
Un chiarimento che fa risparmiare telefonate: il fornitore della biancheria non può rispondere a questa domanda al posto del progettista. Può dire che cosa vende e con quale documento, non quale regola si applica all'albergo. La scelta fra i due impianti è del progetto antincendio.
Perché conviene decidere presto
Perché il momento in cui questa domanda arriva è quasi sempre lo stesso: a fornitura chiusa, con le camere allestite. A quel punto le alternative sono due, e costano entrambe. Sostituire guanciali e coperte con articoli dotati del documento richiesto, oppure far integrare il progetto antincendio. La prima costa denaro, la seconda costa calendario, e in una commessa alberghiera il calendario è la voce che pesa di più: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano un'apertura rapida, e un albergo che apre prima comincia prima a fatturare. Le date si costruiscono a ritroso, come spieghiamo in Quando ordinare gli arredi per aprire in tempo.
Lo stesso ragionamento vale per le residenze sanitarie e per gli studentati, dove le regole di riferimento sono altre: le abbiamo raccolte in Arredi per RSA e case di riposo e in Arredi per studentati.
Come lavoriamo noi
Brianform nasce nel 1982 in Brianza ed è un marchio di Sibilia S.r.l. Produce divani, poltrone, tavoli e arredi su misura per alberghi e residenze, con legno, marmo, ferro e imbottito lavorati all'interno. Sugli imbottiti e sui materassi lavoriamo con pelli e tessuti certificati in classe 1 IM quando il progetto lo richiede, e la prova si esegue sull'assieme che viene davvero consegnato. Le sedute sono nelle collezioni divani e poltrone; la pagina Contract spiega come seguiamo le commesse. Brianform e Stoneform sono due marchi della stessa azienda, con produzione interna e senza intermediari. Si parte dai contatti.
Domande frequenti
Un guanciale per albergo deve essere ignifugo?
Dipende dalla regola su cui è impostato il progetto. Sulla regola tecnica del 1994 la nota ministeriale del 23 febbraio 2000 dice espressamente che per i guanciali non deve essere comprovata la classe 1 IM. Sul Codice di prevenzione incendi del 2015 i guanciali sono invece fra i materiali elencati nella tabella S.1-5.
La biancheria da letto deve avere un certificato?
Sulla regola tecnica del 1994 no: la nota del 2000 nomina la biancheria da letto e le trapunte fra i materiali non equiparabili a mobili imbottiti o materassi. Nella tabella S.1-5 del Codice la biancheria — coperte, copriletti, coprimaterassi — è invece una voce a sé.
Perché un materasso serve la classe 1 IM e un guanciale no?
Perché la classe 1 IM nasce dalla UNI 9175, che riguarda i mobili imbottiti, e il materasso è nominato espressamente dalla regola tecnica del 1994 insieme ai mobili imbottiti. Un guanciale, secondo la nota del 2000, non è equiparabile né a un mobile imbottito né a un materasso.
Il mio albergo segue il decreto del 1994 o il Codice del 2015?
Lo dice il progetto antincendio, non il fornitore degli arredi. È la domanda da fare al progettista o all'ufficio tecnico prima di ordinare materassi, guanciali e biancheria, e conviene farsi dare la risposta per iscritto.
Serve una euroclasse per cuscini e biancheria?
No. La nota ministeriale del 2 settembre 2020 spiega che per questi materiali i requisiti sono espressi solo in classi italiane perché, non trattandosi di prodotti da costruzione, la classificazione europea non è applicabile.
Parlane con noi La divisione contract
I provvedimenti e le norme citati in questa pagina sono il D.M. 9 aprile 1994 e il suo punto 6.2, la nota del Ministero dell'Interno prot. n. P119/4122/1 sott. 3 del 23 febbraio 2000, il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi) e la tabella S.1-5 del capitolo S.1, la nota del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del 2 settembre 2020 prot. n. 11297, la UNI 9175 e il D.M. 26 giugno 1984. La scelta della regola applicabile e le prescrizioni di reazione al fuoco del singolo progetto restano di competenza del progetto antincendio e del professionista incaricato.

