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Il tessuto va in pilling dopo sei mesi: è un difetto?

Le palline sul bracciolo si vedono, e la prima domanda è se il tessuto era sbagliato. La norma risponde più stretto di quanto si creda.

In breve. Il pilling si misura secondo la EN ISO 12945, in un grado da 1 a 5 dove 5 vuol dire nessuna variazione. Quel grado è un cambiamento rispetto allo stato di partenza, non un aspetto assoluto, e viene da tre apparecchiature diverse che non si confrontano fra loro. La specifica dei tessuti per rivestimento lo fa valutare a 2.000 cicli: molto prima dei cicli di abrasione dei capitolati. Una soglia di legge non esiste.

Pilling, peluria e infeltrimento sono tre difetti diversi

La norma si chiama EN ISO 12945, Tessili — Determinazione della propensione dei tessuti alla formazione di pilling, peluria o infeltrimento superficiale, e il titolo dice già la prima cosa utile: le proprietà sono tre, si valutano separatamente e ciascuna ha la sua scala.

  • Pilling: fibre che si staccano dal filo, restano attaccate alla superficie e si aggrovigliano in pallini compatti.
  • Peluria: fibre sollevate che non si aggrovigliano; la superficie diventa pelosa e perde definizione, ma i pallini non si formano.
  • Infeltrimento: il pelo si schiaccia e si compatta nelle zone di contatto, e la differenza con il resto si vede per il verso della luce.

La distinzione non è accademica: quello che si vede su una poltrona d’albergo dopo un inverno di esercizio, molto spesso, non è pilling, è peluria sul bracciolo e infeltrimento al centro della seduta. Una contestazione aperta sul pilling, quando il difetto vero è l’infeltrimento, si discute confrontando il numero sbagliato.

Che cosa vuol dire «grado 4»

La valutazione visiva è l’oggetto della parte 4 della norma, pubblicata nel 2020, che si applica alla maggior parte dei tessuti a navetta e a maglia, compresi quelli pelosi. Ogni proprietà ha la sua tabella e la sua scala da 1 a 5: per il pilling, 5 è nessuna variazione, 4 pilling parzialmente formato, 3 pilling moderato con pallini di dimensione e densità variabili che coprono in parte la superficie, 2 pilling distinto su gran parte della superficie, 1 pilling severo su tutta la superficie. Quando la valutazione cade fra due gradi si riporta il valore intermedio, per esempio 3-4.

Qui sta il punto che quasi nessuno scrive: il grado misura il cambiamento rispetto allo stato originale, non l’aspetto in sé. Un bouclé nasce con una superficie mossa, un tessuto piano nasce liscio: dopo la prova possono ricevere lo stesso grado 4 e avere due facce completamente diverse, perché il grado dice quanto sono cambiati. Due gradi confrontati senza sapere da dove partivano i tessuti dicono molto meno di quanto sembri.

Tre apparecchiature, tre gradi che non si confrontano

La prova che precede la valutazione si può fare in tre modi, e sono tre parti distinte della stessa norma: la parte 1 usa una scatola rotante — pilling box — nell’edizione del 2020, che ha sostituito quella del 2000; la parte 2 un Martindale modificato, anch’essa del 2020; la parte 3, del 2014, un tamburo che muove i provini in modo casuale. Un grado dichiarato senza la parte applicata non è un dato: è un numero. È la stessa trappola dei cicli misurati a due pressioni diverse, di cui abbiamo scritto nella guida sul Martindale: il dato completo è norma, parte, proprietà valutata e numero di cicli.

La prova che conta si fa a 2.000 cicli, non a cinquantamila

La norma di specifica dei tessuti per rivestimento — la EN 14465, Tessili — Tessuti per rivestimento — Specifica e metodi di prova — mette il pilling fra i propri requisiti e lo fa valutare con la EN ISO 12945-2, chiedendo la valutazione dopo 2.000 cicli. Duemila, accanto ai cinquantamila cicli di abrasione dei capitolati.

Non è una svista: l’abrasione cerca il momento in cui il provino cede, il pilling si forma molto prima, quando il tessuto è ancora integro e ha soltanto cambiato faccia. Un numero di cicli alto non dice niente su come sarà il bracciolo al sesto mese, e il capitolato che chiede solo l’abrasione lascia scoperta la cosa che il committente vedrà per prima.

Allora dopo sei mesi è un difetto?

È un difetto se il tessuto non rispetta quello che la fornitura aveva richiesto. Ed è qui che queste discussioni finiscono in trattativa e quasi mai in misura: se nei documenti dell’ordine non c’è un grado minimo, con la sua parte di norma e i suoi cicli, non esiste niente contro cui misurare. Come si scrive una richiesta che si possa verificare sta nella guida alla voce di capitolato.

Di norma non è un difetto quando il pilling nasce da fibre estranee: plaid, coperte e vestiti lasciano fibre che si aggrovigliano sulla superficie, e si riconoscono perché vengono via e non tornano. Non lo è neppure quando la costruzione del tessuto è fatta per avere una superficie mossa, come in un bouclé o in una ciniglia.

La prova da fare non richiede strumenti: si rasa la superficie e si aspetta. Un pilling che non si riforma era materiale estraneo; uno che torna sempre nello stesso punto dice che le fibre continuano a staccarsi. La parola che la norma usa nel titolo, del resto, è propensione: non una garanzia di durata.

Perché in un albergo conta più che in casa

Perché il rimedio costa esercizio. Sostituire il rivestimento di un imbottito certificato fa decadere l’omologazione di reazione al fuoco, a meno che si tratti dello stesso tessuto in un altro colore o con un altro disegno: la prova è fatta sulla combinazione di rivestimento e imbottitura. Il percorso sta nella guida su rifoderare un imbottito, accanto a quella sulla classe 1 IM. Un tessuto che va in pilling al sesto mese, in una struttura aperta, non è quindi un problema estetico: è un rifoderamento in esercizio, con camere fuori servizio. Si decide prima, quando si scrive la voce di capitolato, oppure non si decide più.

Come lavoriamo noi

Lavoriamo l’imbottito in casa, come il legno, il marmo e il ferro, e questo cambia l’ordine delle domande al fornitore del tessuto. Non chiediamo un grado: chiediamo il rapporto di prova, con la parte di norma, la proprietà valutata e i cicli; e prima verifichiamo che la combinazione con l’imbottitura di quel modello sia omologata. In una commessa alberghiera il valore che pesa più di tutti è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano un’apertura che non slitta.

Il momento in cui un tessuto si guarda davvero è la camera campione; i materiali sono in Collezioni, il percorso di una commessa nella sezione Contract, e dai contatti si arriva a chi la segue.

Domande frequenti

Esiste un grado minimo obbligatorio per l’uso alberghiero?

Non per legge. La EN 14465 mette il pilling fra i requisiti dei tessuti per rivestimento e lo fa valutare con la EN ISO 12945-2 dopo 2.000 cicli, ma i gradi che circolano su cataloghi e blog come soglie per l’uso pubblico sono convenzioni commerciali. Quello che vincola una fornitura è il grado scritto nel capitolato, con la sua parte di norma.

Le palline si possono togliere?

Sì, con un rasatore per tessuti passato su superficie tesa, senza tirare le fibre. La domanda che conta è un’altra: se tornano. Un pilling che non si riforma era materiale estraneo; uno che torna sempre nello stesso punto dice che le fibre continuano a staccarsi, e rasare non risolve.

Che cosa deve dire il rapporto di prova?

Quattro cose: la parte di norma applicata, quale delle tre proprietà è stata valutata, a quanti cicli, e il grado ottenuto. Una scheda commerciale che dichiara soltanto «pilling 4» non è verificabile, e in una contestazione non vale.

Se cambio il tessuto perché fa pilling, tengo il certificato antincendio?

Se il tessuto è diverso, no: l’omologazione riguarda il manufatto imbottito e vale per la combinazione provata, di cui il rivestimento è uno degli elementi. Lo stesso tessuto in un altro colore o con un altro disegno, sì.

Parlane con noi La divisione contract

Questa pagina cita la EN ISO 12945 nelle sue quattro parti — scatola rotante, Martindale modificato, tamburo casuale e valutazione visiva — e la EN 14465:2003+A1:2006, per il loro oggetto, per la scala e per i cicli che prescrivono: i valori di accettazione stanno nei testi a pagamento e non sono riportati. Nessun prezzo, nessun tempo d’intervento, nessun caso aziendale. Il grado valido è quello del rapporto di prova; il requisito che vincola è quello del capitolato.