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I tappeti e gli zerbini di un albergo devono avere una classe di reazione al fuoco?
Negli elenchi normativi il tappeto non compare fra gli arredi. Dove compare, e con quale classe, dipende da una sola cosa: se è fissato al pavimento o no.
In breve. Ai fini della reazione al fuoco un tappeto non è un arredo: gli elenchi dei materiali di arredamento nominano mobili imbottiti, materassi, tendaggi, drappeggi e mobili fissati alle strutture, e si fermano lì. Se è fissato o incassato nel pavimento diventa un rivestimento di pavimento, cioè un prodotto da costruzione, e la classe gliela chiede la norma europea. Se è sciolto non è né l'uno né l'altro, e non c'è un documento da chiedere: il confine lo decide la posa, non il catalogo.
Perché il tappeto non si trova nell'elenco degli arredi
La prevenzione incendi italiana divide i materiali in due mondi che non si toccano. Da una parte i prodotti da costruzione: tutto ciò che è «fabbricato e immesso sul mercato per essere incorporato in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse». Dall'altra i materiali che prodotti da costruzione non sono, con le classi italiane 0, 1, 2 e la classe 1 IM.
L'elenco dei materiali assoggettati alle norme italiane è l'allegato A.2.1 di quel decreto, sostituito integralmente dall'articolo 7 del decreto del 14 ottobre 2022. Il capitolo «Materiali di arredamento» ha tre voci e nessuna in più:
- D.1 — sipari, drappeggi, tendaggi;
- D.2 — mobili imbottiti, materassi, provati secondo la UNI 9175;
- D.3 — mobili fissati agli elementi strutturali.
Tappeti, moquette e zerbini non sono nominati, e lo stesso vale per la tabella degli arredi del Codice di prevenzione incendi. Nell'ottobre del 2024, in una discussione pubblica fra tecnici antincendio aperta proprio su questo, chi chiedeva lo scriveva così: la tabella «parla di mobili imbottiti, bedding, mobili fissati e non, tendoni per tensostrutture, sipari, drappeggi, tendaggi, materiale scenico», ma «non di zerbini nello specifico». Aveva letto bene.
Dove compare, allora: fra i rivestimenti di pavimento
Nello stesso allegato A.2.1, sotto «Materiali di completamento», la voce B.4.1 è «Pavimenti», con rinvio alla EN 13501-1: è lì che un tappeto fissato finisce. Nella discussione del 2024 la risposta che ha messo d'accordo i presenti è questa: gli zerbini tecnici, «permanentemente installati all'interno delle opere da costruzione», sono «da considerare come rivestimenti a pavimenti» e si trovano certificati in Cfl-s1, cioè gruppo GM2. La verifica alla fonte conferma: nella tabella dei gruppi di materiali per rivestimento e completamento, come sostituita dal decreto del 2022, il rivestimento a pavimento vale GM1 in Bfl-s1, GM2 in Cfl-s1 e GM3 in Cfl-s2. La regola pratica l'aggiungeva un secondo intervento: «se incassati e fissati al pavimento si configurano come rivestimenti».
Il suffisso fl sta per flooring e dice che la prova è quella dei pavimenti, la propagazione della fiamma su una superficie calpestabile: un documento che dichiara una classe senza quel suffisso non è il documento di un pavimento.
Che classe serve, in un albergo
Dipende dalla regola su cui è impostato il progetto antincendio, che è una scelta del progettista e non del fornitore: la differenza fra i due binari è in «Il mio albergo segue il decreto del 1994 o il Codice?».
Sulla regola tecnica degli alberghi del 9 aprile 1994 il punto 6.2 dice due cose. Alla lettera a), negli atrii, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale e nei passaggi in genere «è consentito l'impiego dei materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale)», e per le restanti parti servono materiali di classe 0. Alla lettera b), «in tutti gli altri ambienti è consentito che le pavimentazioni, compresi i relativi rivestimenti, siano di classe 2».
La conseguenza è spesso ignorata: quel 50% si calcola su pavimento, pareti e soffitto insieme, quindi una moquette posata in corridoio occupa una fetta di quel limite e la toglie ai rivestimenti a parete e ai controsoffitti. Sul Codice la logica è diversa — si assegna un livello di prestazione al compartimento e dal livello discende il gruppo ammesso — e per questo la riga di capitolato corretta non è «moquette in classe 1» ma il rimando al livello di prestazione del progetto: come si scrive la voce di capitolato.
Che cosa è cambiato nel 2022
Fino al 2022 la tabella del Codice dedicata ai rivestimenti riportava, per ogni gruppo, due colonne: la classe italiana e quella europea. Il decreto del 14 ottobre 2022 l'ha sostituita, e nella nuova versione la colonna delle classi italiane non c'è più: restano solo le euroclassi. Le classi italiane sopravvivono dove i materiali non sono prodotti da costruzione, cioè nella tabella degli arredi: è il motivo per cui un divano continua ad avere la classe 1 IM e un pavimento no. Su quel confine, perché un divano non ha un'euroclasse.
Lo stesso decreto ha chiuso la porta dal lato della produzione: per i prodotti da costruzione con omologazione in classe italiana ancora valida la produzione era consentita per non più di sei mesi dall'entrata in vigore e l'installazione per non più di dodici, due termini scaduti nel 2023. Gli allegati A e B del decreto del 10 marzo 2005 sono stati abrogati, e per un prodotto marcato CE la classe si legge nella dichiarazione di prestazione. Si vede nei capitolati vecchi di qualche anno: chi chiede «moquette omologata in classe 1» chiede un documento che per un prodotto nuovo non si rilascia più. Che fare quando arriva un documento diverso da quello atteso è in «Arredi senza certificati: che si fa».
E il tappeto sciolto, quello che si arrotola?
Qui la risposta è in negativo. Un tappeto appoggiato, non incorporato in modo permanente nell'opera, non è un prodotto da costruzione, e non è fra gli arredi elencati nell'allegato A.2.1. Non esiste quindi una classe che la norma gli chieda, né il certificato che a volte si pretende in sopralluogo. Il suo contributo viene considerato altrove: nel carico di incendio del locale e nella gestione della sicurezza antincendio, valutazioni di progetto e di esercizio, non documenti di prodotto. È la stessa logica che vale per guanciali e biancheria sotto la regola del 1994.
La trappola è una sola: un tappeto nasce sciolto e diventa fissato con un velcro, un biadesivo continuo o una posa incollata. Nel momento in cui lo si incolla cambia mondo normativo e cambia il documento che serve. Decide la posa, non il prodotto: chi scrive il capitolato deve dire come va posato.
Che cosa chiedere, in pratica
- Al progettista, prima di ordinare: su quale regola è impostato il progetto, quale classe o livello di prestazione tocca al locale, e se il tappeto è previsto fissato o appoggiato;
- Al fornitore, se è fissato: dichiarazione di prestazione con marcatura CE e classe con il suffisso fl, riferita alla condizione finale di impiego;
- Al fornitore, se è appoggiato: nessun documento di reazione al fuoco. Se arriva comunque un certificato, va letto ma non confuso con un adempimento;
- Nel corridoio: far verificare il bilancio della lettera a) insieme ai rivestimenti di pareti e soffitto. I documenti attesi sono elencati in «Arredi hotel: quali documenti devono arrivare»;
- Sempre: la risposta per iscritto. A camere allestite, una contestazione non costa il prezzo del tappeto: costa il calendario dell'apertura.
Come lavoriamo noi
Brianform nasce nel 1982 in Brianza ed è un marchio di Sibilia S.r.l., con sede e showroom a Cantù: divani, poltrone, tavoli e arredi su misura per alberghi e residenze, con legno, marmo, ferro e imbottito lavorati all'interno. Di questo discorso ci occupiamo dal lato che conosciamo, gli arredi che fabbrichiamo noi, con i documenti riferiti al manufatto finito nella combinazione esatta che viene consegnata. Sui rivestimenti di pavimento il documento è della filiera di quel prodotto, e la cosa utile che possiamo fare è dirlo prima, quando il capitolato si può ancora correggere. In una commessa alberghiera il valore più importante è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano un'apertura rapida, e un albergo che apre prima comincia prima a fatturare.
Le sedute sono nelle collezioni divani e poltrone; la pagina Contract spiega come seguiamo le commesse. Si parte dai contatti.
Domande frequenti
Un tappeto in camera d'albergo deve avere un certificato di reazione al fuoco?
Se è appoggiato e non fissato, no: non è un prodotto da costruzione e non è fra i materiali di arredamento dell'allegato A.2.1 del decreto del 26 giugno 1984. Se è fissato o incollato, sì: diventa un rivestimento di pavimento e serve la classe europea con il suffisso fl.
Perché la moquette non ha la classe 1 IM come un divano?
Perché la classe 1 IM nasce dalla UNI 9175 e riguarda i mobili imbottiti. Una moquette fissata è un prodotto da costruzione e si classifica secondo la EN 13501-1, con le classi dei pavimenti: Bfl-s1, Cfl-s1, Cfl-s2.
Lo zerbino all'ingresso rientra nelle verifiche?
Quello tecnico, incassato e permanentemente installato, sì: è un rivestimento di pavimento e si trova certificato in Cfl-s1, cioè gruppo GM2. Uno zerbino appoggiato e amovibile no.
Il capitolato chiede «moquette in classe 1»: va bene così?
È una formulazione superata. Dopo il decreto del 14 ottobre 2022 la tabella dei rivestimenti del Codice riporta per i pavimenti solo le euroclassi, e per i prodotti con omologazione in classe italiana i termini di produzione e installazione sono scaduti nel 2023. La riga giusta rimanda al livello di prestazione del progetto e chiede una dichiarazione di prestazione.
Parlane con noi La divisione contract
I testi normativi citati in questa pagina sono stati letti alla fonte: il D.M. 9 aprile 1994, punto 6.2, lettere a) e b); il D.M. 26 giugno 1984 con l'allegato A.2.1 come sostituito dall'art. 7 del D.M. 14 ottobre 2022 (Gazz. Uff. 26 ottobre 2022, n. 251); gli articoli 8, 10, 11 e 12 dello stesso D.M. 14 ottobre 2022, che modificano il D.M. 10 marzo 2005 e sostituiscono le tabelle S.1-6, S.1-7 e S.1-8 del D.M. 3 agosto 2015; il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi), capitolo S.1; il regolamento (UE) n. 305/2011 e il regolamento delegato (UE) 2016/364; le norme EN 13501-1 e UNI 9175. Le frasi fra virgolette attribuite a tecnici provengono da una discussione pubblica del 9 ottobre 2024 sul forum antincendio di Edilclima, letta per intero: sono opinioni professionali, non prescrizioni. La scelta della regola applicabile, il livello di prestazione e le prescrizioni di reazione al fuoco del singolo progetto restano di competenza del progetto antincendio e del professionista incaricato.

