Guide · Norme e documenti
Il divano-letto si omologa con o senza il materasso?
In una camera d’albergo questo pezzo si ferma al collaudo più spesso degli altri. Non perché sia meno sicuro: perché è due cose insieme.
In breve. Dipende da quale dei due oggetti avete comprato. Se il divano ospita un materasso separato, l’omologazione del divano è rilasciata senza il materasso, e il materasso ha un certificato suo: i documenti sono due. Se invece il materasso forma la seduta e lo schienale, cioè nel modello «pronto», il pezzo si prova due volte, come mobile imbottito e come materasso, e prende la peggiore delle due classi.
Perché su questo pezzo i controlli si fermano
Chi cerca la risposta online trova cataloghi. «Divani e poltrone letto ignifughi omologati 1 IM» compare su decine di pagine di vendita, e nessuna dice che cosa quel documento copra esattamente. La domanda vera — il materasso che sta dentro il divano è compreso nell’omologazione del divano, o no? — non ha una risposta scritta da nessuna parte, ed è la prima cosa che il Comando cerca nella cartella di una camera con il divano-letto.
La risposta sta in una circolare del Dipartimento dei vigili del fuoco del 16 ottobre 2002, la numero 13, e nella risoluzione allegata: un documento che nessuno legge dal lato di chi compra.
Due oggetti diversi che si chiamano allo stesso modo
La circolare comincia distinguendo, e la distinzione è tutta la pagina.
Il divano-letto, o la poltrona-letto, è il mobile imbottito nel cui interno può prendere posto un separato materasso omologato. Qui l’omologazione viene rilasciata al prodotto senza il materasso: il materasso è un oggetto a sé, entra ed esce, e porta il proprio documento.
Il divano-letto pronto, o la poltrona-letto pronta, è quello in cui il materasso stesso forma la seduta e lo schienale. Qui non c’è niente da inserire: il materasso è il divano. La circolare chiede che un prodotto di questo tipo sia commercializzato come prodotto finito, e ammette che seduta e schienale siano fatti con materassi separati o diversi fra loro.
Due oggetti, due regimi di prova, due tipi di cartella. Lo stesso nome commerciale.
Il modello con materasso separato: due documenti, non uno
Se il pezzo è di questo tipo, un atto di omologazione del divano in classe 1 IM è corretto e insufficiente: per costruzione non parla del materasso. La risoluzione allegata lo dice: le stesse procedure di prova si applicano anche al materasso rimovibile, e mobile e materasso ricevono certificati distinti.
Non è una formalità. La regola tecnica degli alberghi, al punto 6.2 del decreto del 9 aprile 1994, chiede che i mobili imbottiti e i materassi siano di classe 1 IM, e nomina le due categorie separatamente: un divano-letto sta in entrambe. Quando il documento del materasso manca, non manca un allegato: manca la classe di reazione al fuoco di una delle due superfici su cui si dorme.
Da qui due errori simmetrici: accettare l’omologazione del divano credendo che si estenda al suo contenuto; oppure comprare i materassi a parte, da un altro fornitore, e non chiederne i documenti perché «il divano è certificato». La prescrizione non si sposta, cambia solo chi deve rispondere.
Il modello «pronto»: due prove, e vince la peggiore
Sui modelli pronti la risoluzione n. 35 del 15 ottobre 2002 fissa una regola che non ha equivalenti nel resto della reazione al fuoco. Il prodotto si prova due volte: come mobile imbottito, con l’eventuale rivestimento rimovibile, e come materasso privo del rivestimento rimovibile. La classe assegnata è la peggiore dei due risultati.
La logica è semplice: lo stesso oggetto è in servizio in due configurazioni, chiuso di giorno e aperto di notte, e non avrebbe senso classificarlo in quella che si comporta meglio. Per chi compra significa che la classe non si ottiene lavorando su una sola delle due parti: un assieme che come divano passerebbe senza difficoltà viene classificato dalla faccia peggiore.
La riga che si controlla in dieci secondi
La circolare chiede che negli atti di omologazione, alla voce «impiego», sia riportata la denominazione DIVANO-LETTO. È il controllo più rapido della cartella: se alla voce impiego l’atto dice «mobile imbottito», «poltrona» o «materasso», quel documento non è l’omologazione di un divano-letto, qualunque cosa dica la bolla. Perché l’impiego dichiarato conti più del nome del prodotto c’è la guida sull’omologazione per impiego diverso.
Una serie, molti modelli: quali disegni servono
I divani-letto possono essere omologati singolarmente oppure come serie, seguendo la nota del 30 dicembre 1993: la strada per cui un pezzo su misura può essere a norma senza una pratica nuova. La circolare aggiunge una condizione propria: ogni configurazione possibile va illustrata con disegni di piante, prospetti e sezioni, dai quali si veda la posizione del materasso e l’eventuale struttura di sostegno.
È ammessa anche l’estensione da modelli o serie già omologati, nei limiti della circolare n. 27 del 21 settembre 1985: differenze di dimensione, forma, colore e disegno del rivestimento, con l’impegno scritto del produttore a impiegare gli stessi materiali di imbottitura, interposto e rivestimento del modello di riferimento. Fuori da quei limiti si torna alla prova.
E nelle strutture sanitarie?
La circolare del 2002 nasce da una prescrizione della regola tecnica delle strutture sanitarie, il decreto del 18 settembre 2002, che al punto 3.2 nomina esplicitamente, fra i mobili imbottiti da portare in classe 1 IM, le poltrone letto e i divani letto, e chiede la stessa classe per i materassi; e prescrive che siano omologati ai sensi del decreto del 26 giugno 1984, salvo i casi dell’articolo 10. Per le RSA c’è la guida dedicata; per gli studentati, dove il divano-letto arreda spesso una zona comune, quella sugli arredi per studentati.
Che cosa chiedere al fornitore, in fase d’ordine
Cinque cose, e si chiedono prima della conferma, non alla consegna:
- quale dei due tipi è il pezzo: con materasso separato, o «pronto»;
- se è con materasso separato, l’atto di omologazione del mobile e, distinto, quello del materasso che vi entra;
- se è «pronto», l’atto che alla voce impiego riporta la denominazione DIVANO-LETTO, con la classe assegnata;
- i disegni della configurazione ordinata, con la posizione del materasso e l’eventuale struttura di sostegno;
- la dichiarazione di conformità dei pezzi consegnati al modello omologato.
L’elenco completo di quello che deve viaggiare con gli arredi è nella guida sui documenti; che cosa si allega alla pratica e che cosa resta nel fascicolo, in quella sul rapporto di prova.
Come lavoriamo noi
Lavoriamo l’imbottito in casa, come il legno, il marmo e il ferro, e un divano-letto lo trattiamo per quello che è: due oggetti e due cartelle, decise sul disegno e non alla consegna. In una commessa alberghiera il valore che pesa più di tutti è il tempo: prodotti a norma, certificati e consegnati nei tempi significano un’apertura che non slitta. Il momento in cui tutto questo si verifica è la camera campione; il percorso di una commessa è nella sezione Contract, e dai contatti si arriva a chi la segue.
Domande frequenti
Il fornitore mi manda l’omologazione in classe 1 IM del divano-letto: basta?
Dipende dal tipo. Se il divano ospita un materasso separato, no: quell’atto è rilasciato al prodotto senza il materasso, e il materasso ha un certificato proprio da chiedere a parte. Se il pezzo è un modello «pronto», il documento unico è corretto, ma deve riportare alla voce impiego la denominazione DIVANO-LETTO.
I materassi li compriamo noi, separatamente: cambia qualcosa?
Cambia chi deve rispondere, non la prescrizione. La regola chiede i materassi in classe 1 IM indipendentemente da chi li ordina: se li comprate voi, i documenti li raccogliete voi e vanno nel fascicolo con gli altri.
Possiamo sostituire il materasso dopo l’apertura?
Se è separato, si sostituisce con un altro materasso omologato e il documento nuovo entra nel fascicolo al posto del vecchio. Su un modello «pronto» il materasso è parte del manufatto provato: toccarlo è come cambiare un componente di un imbottito omologato, e la guida sul rifoderare spiega dove passa il confine.
E se lo standard di marca chiede il CRIB 5?
Il confronto fra la classe italiana e il sistema britannico è nella guida dedicata. Qualunque sia il sistema richiesto, un divano-letto resta due cose, e la domanda al fornitore non cambia: un documento per il mobile e uno per il materasso, oppure un documento unico che dichiari l’impiego giusto.
Parlane con noi La divisione contract
Questa pagina cita la circolare n. 13 del 16 ottobre 2002, prot. n. DCPST/A5/360/3113, del Dipartimento dei vigili del fuoco («Omologazione di divani-letto e poltrone-letto ai fini della reazione al fuoco») e la risoluzione n. 35 del 15 ottobre 2002 ad essa allegata, lette nel documento pubblicato dal Dipartimento. Le definizioni di divano-letto e di divano-letto pronto, la regola delle due prove con assegnazione della classe peggiore, la denominazione DIVANO-LETTO alla voce impiego e i disegni richiesti per le configurazioni di una serie sono quelli di quei due testi. La prescrizione della classe 1 IM per mobili imbottiti e materassi nelle attività ricettive è al punto 6.2 del DM 9 aprile 1994; per le strutture sanitarie, al punto 3.2 del DM 18 settembre 2002, che richiama l’omologazione ai sensi del DM 26 giugno 1984 e i casi dell’art. 10. L’omologazione di serie è quella della lettera circolare 30 dicembre 1993, prot. n. 15580/4190; i limiti dell’estensione sono quelli della circolare n. 27 MI.SA del 21 settembre 1985, prot. n. 19648/4190. Nessun prezzo, nessun tempo d’intervento, nessun caso aziendale, nessuna nostra certificazione citata. La valutazione del singolo caso spetta al professionista che firma la pratica e al Comando competente.

